AMBIENTE: la diatriba sul nucleare e scelta dell’efficienza
Continua la nostra rivisitazione dell'articolo di Grunwald.

Secondo Grunwald c’è un problema di tempistica rispetto all’energia nucleare. Per lui “è impossibile che il nucleare possa intaccare anche minimamente le emissioni derivanti dalla produzione di energia elettrica prima del 2020”.
C’è poi la questione costi. Si stima che una centrale di quarta generazione costeranno tre volte di più di una centrale eolica. Canada e diversi stati americani avrebbero così abbandonato piani per costruirne di nuove.
La spinta verso il rinnovabile sembra raccogliere maggiori consensi. I capitali privati raccolti per gli investimenti nel rinnovabile ammontavano a 2007 a 71 miliardi di dollari contro gli zero del nucleare.
Dunque la spinta verso il nucleare verrebbe solo da Paesi che investano denaro pubblico per costruirle. Certo, a differenza dei biocombustibili le centrali non inquinano.
Tuttavia pare che le alternative non manchino: l’eolico per Grunwald va alla grande, quasi metà della nuova energia prodotta in America è arrivata proprio dalla risorsa eolica, ma certamente a livello mondiale rappresenta meno del 2 per cento dell’elettricità.
Solare e geotermico piacciono ma nessuno alla fine le sfrutta. Secondo Grunwald allora il segreto è L’EFFICIENZA, sprecare meno energia. Non richiede grandi sforzi e sacrifici ma elettrodomestici più efficienti, fabbriche e veicoli più efficienti.
Gli esseri umani sprecano quantità incredibili di energia. Le centrali elettriche Usa scialacquano abbastanza energia da alimentare il Giappone. Solo il 4 per cento dell’energia usata per alimentare la lampadina a incandescenza produce luce, il resto viene sprecato.
Un esempio di efficienza è invece venuto dai nuovi frigoriferi americani: consumano tre volte meno energia di quelli costruiti negli anni 70. Questa è la strada, secondo Grunwald, per evitare di costruire altre centrali nucleari.
Autore : Redazione
