Il global warming scalda i motori in attesa di Copenhagen, la nuova Kyoto, che tristezza…
Per una vera svolta ambientale bisogna coinvolgere la popolazione, troppo distratta e impreparata sull'argomento.

Chi vede l’uomo alla cabina di regia del Global warming non fa altro che cercare tutte le notizie che confortino le sue convizioni, chi lo ritiene quasi uno spettatore compie l’operazione contraria, ma i toni si stanno alzando in vista del vertice di Copenhagen.
Qualunque decisione verrà presa, siamo quasi certi che nessun governo riuscirà ad attuarla. Invece di pensare a ridurre di qualche parte per milione l’anidride carbonica con provvedimenti vessatori che sfruttano l’ignoranza e la buona fede della popolazione, come l’euro 5 o l’euro 6, si avvii una campagna informativa senza precedenti sulle energie rinnovabili e pulite, ma anche sui concreti rischi del nucleare, sui tempi per arrivare a quelli di ultima generazione.
Si impari a conoscere i veri rischi di un termovalorizzatore, di un degassificatore. Invece che propinarci le repliche della Signora in Giallo da 20 anni, ad ogni estate, la Rai mandi in onda delle schede informative, per svolgere quella funzione di servizio pubblico educativo che gli abbonati forzati (questa si vera imposizione dittatoriale) probabilmente si aspetterebbero.
Una persona su 100 in Italia sa cosa sia il solare termodinamico, 3 su 100 sanno cosa sia esattamente il teleriscaldamento, una su 200 sa cosa serva una cella a combustibile, è questa l’Italia del 2009, quella che passa il tempo a scaricarsi su Internet musica e film, che non si perde un capitolo della Love Story tra Briatore e la Gregoraci e affolla la villa di Clooney sul lago di Como, e si riempe la vita passivamente con Hallo Kitty, gli zero tituli di Mourinho, le presunte serate erotiche di Berlusconi, le prediche di Franceschini.
L’ambiente è malato? Facciano qualcosa, dice la gente, noi abbiamo altri pensieri. E tutto continua come prima. Pensate veramente che, a parte una nicchia ristrettissima di persone, alla gente comune interessi sapere di quanti decimi di grado è aumentata o diminuita la temperatura dell’oceano atlantico, di come stia cambiando il regime pluviometrico dell’Europa e di quanto ghiaccio si sia sciolto nell’ultima estate al Polo Nord? Hanno tutti altro da pensare, ai figli, alla casa, agli amici, alla balera, alla tv e alla play station, al nuovo cellulare, salvo poi scoprirsi tutti ambientalisti di comodo e vantarsene con gli amici.
L’istituzione WWF recluta centinaia di persone per pulire le sponde del Brenta. Gesto nobile, ma fine a se stesso. Per dare una svolta, indipendentemente da mille lodevoli (quando non inquinate dalla politica e dal business) ricerche sul clima che è stato e che sarà, occorre dire: vogliamo voltare pagina, vogliamo mettere in crisi gli arabi e salutare il petrolio?
Bene, allora cambiamo mentalità, ma evitiamo i proclami inutili sulla totale fusione dei ghiacci, sulle specie in via di estizione, (quando fra l’altro se ne scoprono di nuove quasi di continuo) sulle palme in Valpadana, sulla laguna veneta sommersa, sulla malaria che avanza, (proprio mentre sta per essere lanciato un potente vaccino), potrei continuare per ore.
L’ossessione per il trionfo della propria convinzione sta annebbiando le menti di tutti: “mai fatto così caldo negli ultimi 2000 anni, l’uomo ha interrotto un’era glaciale”. Se così fosse, caro Foresta Martin, gli scandinavi dovrebbero fare un monumento alle attività industriali, che gli hanno consentito di vivere in quelle terre, altrimenti il ghiaccio le avrebbe di sicuro messe in ginocchio.
la coperta climatica sarà sempre troppo corta, qualcuno avrà sempre freddo e qualcuno avrà sempre troppo caldo, il clima non c’entra e la nostra mentalità tecnologica che deve cambiare. Di ricerche potremmo pubblicarne a centinaia, col rischio di fare solo una gran confusione. Nessuno ricorda quella famosa del 2004 del, menzionata sempre su “Science”, quando il Max Planck Institute scoprì che le piante contribuirebbero in una percentuale non trascurabile all’inquinamento dell’aria e sarebbero addirittura responsabili di circa il 30% delle concetrazioni di Pm10 a Marsiglia e del 6% a Milano, nessuno parla, è sempre attualità di “Science” del totale disorientamento degli scienziati rispetto agli scenari tracciati dai modelli dell’IPCC.
“Quando si metteranno a salire in modo netto le temperature?” Viene chiesto da un giornalista ad un pool di esperti targati Ipcc. “Boh, forse entro il 2050, ma ondate di calore intense non mancheranno anche prima su singole regioni”, neanche fosse il misterioso raggio della morte di Marconi ad agire.
Tutto sembra ormai votato a scaldare i motori in attesa del vertice di Copenhagen, se la spariamo grossa, pensano i governi si sacrificheranno ancora di più e la gente capirà.
La gente forse capisce meglio se gli dice: eccoti il pannello solare, chiama l’installatore, c’è la sovvenzione statale, fallo montare sul tetto con una piccola spesa e risparmierei dell’energia, ecco la vernice, condomini! Fate verniciare di bianco la facciata che riflette il calore. Darete un piccolo ma valido contributo ad abbassare le temperature della vostra isola di calore urbana e forse risparmierete energia elettrica perchè userete meno il condizionatore.
Sarebbe una bella ed affascinante sfida ambientale, purchè la si finisca di dichiarare ogni giorno che il clima ha un febbrone da cavallo, tale da far esplodere i termometri nel volgere di pochi anni.
Autore : Alessio Grosso
