Estate, escursioni…VALANGHE!
Ecco una classificazione per conoscerle meglio a cura dell'Aineva.

La zona di distacco è il luogo dove si origina il fenomeno. Sovente è collocata in prossimità delle creste dorsali, al di sopra del limite della vegetazione forestale o dove la neve, a seguito di nuove precipitazioni o del trasporto eolico, si accumula. Qui la neve instabile si frattura e comincia a muoversi. Perché una valanga si inneschi è necessaria un’inclinazione del pendio di almeno 30°; sotto tale valore il distacco risulta estremamente raro. Altri fattori influenzano il distacco: la morfologia del terreno, la quota, l’esposizione, la copertura vegetale ed il sovraccarico esterno.
La zona di scorrimento è l’area compresa tra la zona di distacco e quella di arresto; è qui che la valanga raggiunge la sua massima velocità. Tale zona, spesso, è caratterizzata, oltre che da elevate pendenze, dalla quasi totale assenza di vegetazione arborea o dalla presenza di specie arboree differenti o di età diversa rispetto alle zone limitrofe.
La zona di accumulo è il luogo dove la massa nevosa rallenta progressivamente fino a fermarsi. Può essere un ampio ripiano, un fondovalle o il versante opposto di una vallata. Qui le valanghe possono essere deviate anche da piccoli ostacoli, come gli alberi di un bosco.
Da sempre gli abitanti delle montagne e gli studiosi hanno cercato di classificare le valanghe, ma, date le notevoli variabili che entrano in gioco (tipo di distacco, tipo di neve, posizione del piano di scorrimento…), qualsiasi classificazione è risultata insufficiente per cogliere tutti gli aspetti. L’unico modo per caratterizzare inequivocabilmente un evento valanghivo è definire una serie di criteri:
Tipo di distacco
Si possono verificare due modalità di innesco di un fenomeno valanghivo: il distacco puntiforme che genera una valanga di neve a debole coesione ed il distacco lineare che dà luogo ad una valanga a lastroni.
Posizione della superficie di slittamento
Se la rottura avviene all’interno del manto nevoso si ha una valanga di superficie, mentre se avviene a livello del terreno la valanga è detta di fondo.
Umidità della neve
In base al diverso contenuto in acqua possono essere osservate valanghe di neve umida e valanghe di neve asciutta; queste ultime possono anche essere polverose o nubiformi.
Forma del percorso
Quando la valanga scorre all’interno di un canale o di una gola è detta incanalata, quando invece scorre su un pendio aperto è detta di versante.
Tipo di movimento
Se il moto della valanga avviene a contatto della superficie questa viene detta radente, se invece la valanga si sviluppa sotto forma di nuvola di polvere di neve viene detta nubiforme. Le valanghe miste abbinano entrambi i moti.
Causa innescante
In base a tale caratteristica si distinguono infine le valanghe spontanee e le valanghe provocate.
Autore : A cura dell’Aineva, sintesi di MeteoLive
