09:37 27 Agosto 2024

Potente ATTACCO all’estate durante la prima decade di settembre: ecco quanto c’è di vero

I modelli matematici cominciano ad evidenziare un possibile importante guasto stagionale durante la prima decade di settembre.

Le mappe del tempo per la prima volta vedono stamane un deciso ridimensionamento della stagione estiva durante la prima decade di settembre. Le emissioni ufficiali dei modelli hanno gettato il sasso, ovviamente la saggezza della media di tutti gli scenari prefigurati frena un po’ sull’attendibilità di questa ipotesi così clamorosa, ma non la smentisce, la dilata solo un po’ nei tempi, ma la fa comunque rientrare nell’arco della prima decade di settembre.

Cosa potrebbe aver provocato un simile cambio di rotta nelle emissioni modellistiche che sino a ieri vedevano una sostanziale tenuta della famiglia di anticicloni posti alle nostre latitudini per tutta la prima metà del mese? Beh, intanto la ritrovata attività del vortice polare nell’emisfero nord dopo la lunga pausa estiva, la tendenza dunque delle masse fredde a cercare di riequilibrare una situazione ormai divenuta insostenibile, cioè troppo fresco nel nord del Continente e troppo caldo a sud.
La natura cerca sempre di limare questi contrasti e per farlo ha inventato il vento.

Quali sono dunque questi scenari che manderebbero in crisi l’estate? Eccoli, cominciamo dal modello americano che li vede per il 4-5 settembre, bella saccatura, tante precipitazioni e soprattutto tanto fresco, con impatto sul Mediterraneo che potrebbe originare anche degli autentici mostri temporaleschi.

Segue a ruota il modello europeo, che vede un attacco un po’ meno marcato, ma tuttavia efficace e sempre per lo stesso intervallo temporale:

Da notare l’anticiclone delle Azzorre che si erge verso nord, favorendo l’inserimento di aria decisamente più fresca. Vediamo poi la media degli scenari del modello americano, che invece legge una configurazione simile solo verso la fine della prima decade di settembre, tra l’8 e il 10 del mese, come vediamo qui:

Chiaro che una simile congiuntura barica finalmente favorirebbe precipitazioni anche abbondanti su molte regioni, segnatamente al nord e lungo il Tirreno (accumuli anche ben oltre i 100mm durante l’episodio perturbato) ma anche sul resto d’Italia, sia pure meno abbondanti, come vediamo dalla sommatoria proposta dal modello americano (scarse solo in Puglia purtroppo):

Sono comunque solo le prime proiezioni, ci sarà molto da lavorare per capire se questa linea di tendenza potrà o meno risultare confermata. Al momento si tratta dunque solo di ipotesi, ma era importante avvisare i lettori che qualcosa di grosso bolle potenzialmente in pentola.