00:00 23 Febbraio 2009

Prima decade di marzo: premesse per un tempo molto VARIABILE

Addiruttura ci potrebbe essere un affondo freddo dalla valle del Rodano.

La “crisi del Rodano” è ormai un fatto conclamato.
Le saccature prendono tutte le strade ma difficilmente si infilano dalla valle del Rodano rendendo più ardua l’azione di sfondamento dell’aria fredda sull’alto Tirreno.

Così le ultime vere nevicate sulla Toscana da Libeccio freddo sono arrivate nell’ormai lontano dicembre 2005.

Durante la prima decade di marzo sembra che l’aria fredda, dopo aver riempito di neve l’Adriatico, possa degnarsi di scendere per una volta anche lungo il Tirreno.

Non si tratterà certamente di un’irruzione di grande rilievo ma probabilmente sufficiente per riportare un po’ di neve a quote basse sul nord Appennino e sulle Alpi e per riportare la pioggia a cadere anche sul nord e appunto sulla Toscana.

A provocare questa nuova disposizione delle correnti sarà il vortice polare. La sua accelerazione cambierà il volto dell’Europa a livello barico. Stop alle correnti da nord sui Balcani, anticiclone in temporanea riscossa sull’Italia con breve parentesi primaverile e poi affondo graduale ma sempre più deciso di una saccatura sull’ovest del Continente, ma non in aperto Atlantico come sembrava in un primo tempo, bensì direttamente sull’Esagono francese.

Da qui la possibilità che tra mercoledì 4 e venerdì 6 marzo una depressione possa percorrere tutta la Penisola con il suo carico di precipitazioni.

In seguito ecco riprendere vigore la spinta del vortice polare con grande variabilità sui nostri cieli come accade spesso in primavera ed altre occasioni per brevi precipitazioni. I primi timidi rovesci a sfondo temporalesco potrebbero fare la loro comparsa anche sulle pianure del nord. Nelle Alpi invece il passaggio stagionale sarà più lento.
Autore : Alessio Grosso