NEVE al centro-sud: chi la vedrà con maggiore facilità?
Ingarbugliata situazione con fenomeni nevosi possibili anche a quote molto basse ma con molti distinguo. Facciamo il punto.

L’Italia ha spalancato le sue porte al grande nord. Qualcuno lungo il versante adriatico ha già sperimentato le pennellate bianche regalate dalla struttura instabile della nuova aria sopraggiunta e rovesciate al suolo tramite intensi rovesci nevosi, talora temporaleschi. Questi eventi, assai significativi, solitamente vengono mal digeriti dalle carte e possono cogliere di sorpresa. Nei nostri precedenti interventi vi avevamo messo in guardia a questi fenomeni e l’avviso è ancora valido.
La situazione circolatoria generale sarà incentrata fino a domenica sulla danza dei vuoti d’aria, creati dall’impatto di queste turbolenti correnti contro le nostre tormentate catene montuose. Si creerà pertanto lo sviluppo di vari minimi di pressione i quali piloteranno le masse nuvolose e i relativi fenomeni verso determinate zone. In particolare saranno due i punti maggiormante vulnerabili: un pozzo depressionario collocato tra il basso Adriatico e la Grecia e una altro che si svilupperà sui nostri mari di ponente sottovento alla catena alpina.
Il primo risulterà il più attivo funzionerà come calamita sia per le correnti artiche-marittime in calata attraverso la regione scandinava e la porta adriatica, sia per i flussi in ingresso dall’Atlantico attraverso la porta del Rodano. Due storie apparentemente separate ma unite da un unico filo conduttore: le precipitazioni nevose a bassa quota.
Le regioni adriatiche, esposte a favore di vento, subiranno anche l’azione congiunta dello sbarramento appenninico, in virtù del quale si potranno avere i fenomeni più significativi. Naturalmente la neve si abbasserà fino a quote anche molto modeste. Trattandosi di rovesci in alcuni casi i fiocchi potranno anche raggiunere le pianure o addirittura i litorali, tuttavia il limite medio della precipitazione si attesterà intorno a 200-300m dalle Marche al Barese, poco più in alto sul Salento. Fiocchi possibili anche sulla Basilicata, in particolare tra sabato sera e domenica mattina, tuttavia si tratterà di accumuli di entità tutto sommato modesta.
E il versante tirrenico? Poste sotto l’ombra proiettata dall’arco alpino da una parte e anche da quella appenninica dall’altra, queste regioni potranno beneficiare solo dei margini nuvolosi sfuggiti alle maglie dei minimi in viaggio lungo la traiettoria sarda e a qualche temporaneo sconfinamento dalla cresta appenninica. Fatta eccezione per le coste tirreniche della Calabria, dove comunque la neve è attesa intorno a 600m, altrove saranno quindi pochi i fenomeni possibili.
Ben altro discorso invece per le isole Maggiori, poste sotto il tiro diretto dei quella parte di flusso scanalata attraverso la porta francese del Rodano. La spinta originaria atlantica aggiungerà aria anche piuttosto umida la quale, miscelandosi con le correnti artiche-marittime, darà luogo a precipitazioni piuttosto frequenti.
I fenomeni, anche a carattere di rovescio, si presenteranno sotto forma di neve giovedì sul nord della Sicilia (e sulla bassa Calabria tirrenica), con neve intorno a 600m, venerdì su vaste porzioni della Sardegna, nord Sicilia (e ancora sulla bassa Calabria tirrenica) con fiocchi sempre intorno a 600m, sabato e domenica su nord Sicilia con limite delle nevicate in calo fin verso i 400-500m.
Autore : Luca Angelini
