00:00 20 Agosto 2001

I milanesi e il temporale

Milano è abituata a ricevere temporali in serie: nel passato andava anche peggio.

Milano ore 20 di martedì 8 maggio: improvvisamente cala il buio, i cumuli “verdeggiano”, si può pensare anche alla grandine, un ultimo raggio di sole rende lo scenario ancora più tetro e spettrale.
Partono le raffiche di vento, le fulminazioni si moltiplicano, arrivano i rovesci, cala la notte. Qualche tuono scuote le finestre delle case cittadine. Piove forte, il vento si placa, continuerà così fino alle 23 e localmente anche oltre.
Il milanese è abituato al temporale, nel mese di maggio, come ricordano gli anziani, il temporale era “dietro l’angolo”: quasi ogni sera, all’uscita dall’ufficio, si apriva l’ombrellino e si tornava a casa sotto la pioggia.

Qualche volta il temporale arrivava più vigoroso e allora ci si rifugiava in qualche negozietto o in panetteria.
Milano offre davvero molto dal punto di vista meteorologico: nebbia, neve, foehn, temporali e qualche volta purtroppo anche la grandine.
Non manca proprio niente, nemmeno il caldo soffocante d’estate!

La passione per i temporali comincia da bambini: quel cumulus mediocris che si formava sul centro della città alle 14, dava il via alle danze. Verso ovest il sole picchiava forte “incendiando l’asfalto”, ma laggiù, tra il centro della città e la bergamasca, i cumuli fiorivano con sempre maggior consistenza, poi si sfilacciavano un po’.

D’improvviso, tra le 16 e le 17 compariva un “nero” spettacolare che avanzava. Ricordo le massaie che abbassavano gli avvolgibili per paura della grandine, il muro d’acqua che ripuliva le strade e le faceva luccicare come se L’Amsa avesse passato la cera.
Una Milano davvero…da bere!
Autore : Alessio Grosso