NESSUN 85 BIS, nella seconda decade di febbraio solo normali invasioni di aria fredda di fine inverno
Nessun evento estremo in vista per l'Europa ed il Mediterraneo.

Si continua, ora rasentando il patetico, a cercare a tutti i costi un freddo estremo che dalle carte proprio non si vede.
Non si vede non tanto perchè manchino completamente le premesse per spingerlo nel Mediterraneo, quanto perchè dal Polo più di tanto di freddo non ne vuole scendere e pertanto i modelli rappresentano termiche al massimo di -10°C a 1500m, che è quanto di meglio riescano a vedere per la seconda decade di febbraio. Oltretutto prima di arrivare alle Alpi e all’Italia quei valori verranno quasi certamente largamente ritoccati verso l’alto.
Valori in definitiva che fanno sorridere rispetto a quelli che si registravano solo qualche inverno fa. Basta citare il febbraio 2005 con una -15°C a sfiorare le Alpi orientali, episodi nevosi ripetuti culminati nella nevicata di addolcimento del 3 marzo in Valpadana, quella fu una prosecuzione dell’inverno classico di un certo rilievo senza alcuna “spintarella” da parte dei riscaldamenti stratosferici.
Quello che invece si vede dai modelli è una classica situazione di fine inverno con un ramo del vortice polare che dispensa saccature anche importanti verso il Mediterraneo, occasioni per nevicate in Appennino sino alle quote collinari, tanto vento e fiocchi di neve sino al piano a tratti a nord delle Alpi.
L’abbiamo visto fare molte volte ed è per questo che riteniamo questa situazione assolutamente normale. I rovesci di neve in questo caso, sollecitati da un sole più forte perchè più alto nel cielo e di conseguenza anche dall’aumentata durata del dì, possono spingersi verso il piano anche con temperature di alcuni gradi superiori allo zero, altro segnale di cambiamento di stagione.
Abbiamo visto queste situazioni alla fine del febbraio 2001 e in molte altre occasioni (vedi 7 aprile 2003 con termiche anche più interessanti di quelle che si prospettano).
Cogliamo invece il lato positivo della cosa: finalmente arriverà la neve in Appennino a quote basse, cosa che farà certo piacere agli operatori turistici in vista delle settimane bianche di Carnevale e soprattutto del Ponte Pasquale.
Autore : Alessio Grosso
