00:00 19 Gennaio 2009

Maltempo in vista per l’Italia: tutto il peggioramento passo per passo

Analizziamo come procederà la prossima fase di maltempo che colpirà pressochè l'intera Penisola tra martedì e giovedì.

Maltempo in vista per l’Italia: tutto il peggioramento passo per passo

Una possente saccatura collegata alla profonda depressione d’Islanda si porterà nelle prossime ore verso le isole Britanniche. L’intervento del ramo ascendente della corrente a getto, a precedere l’inserimento della saccatura, favorirà lo sviluppo di un minimo di pressione sul golfo del Leone nella notte su martedì.

Questo mulinello vorticoso tenderà a viaggiare poi in seno alle correnti portanti orientate da sud-ovest e, approfondendosi rapidamente, si porterà martedì sulle nostre regioni settentrionali, allargando poi il suo raggio d’azione nella giornata successiva anche al resto d’Italia.

Allacciate a questo minimo due perturbazioni: la prima, proveniente dall’Atlantico, si presenterà con il suo ramo freddo la notte su martedì sulle nostre regioni settentrionali e rimarrà temporaneamente incastrata sopravvento alla catena alpina. Insisterà poi sulle nostre regioni settentrionali per l’intera giornata e porterà precipitazioni anche abbonanti sui settori prealpini centro-orientali, nonchè sulla Liguria, ove si potranno presentere anche sotto forma di temporale.

Come spesso accade ai fronti freddi più organizzati, una seconda perturbazione, questa volta inserita in un nastro di correnti miti di pescaggio nord-africano, verrà risucchiata entro la giostra depressionaria italica e si porterà rapidamente sulle nostre regioni meridionali iniziando a interessarle tra la sera di martedì e la giornata di mercoledì.

I due corpi nuvolosi proprio mercoledì tenderanno a fondersi in un’unica struttura e impegneranno così gran parte dello Stivale, liberando solo parzialmente le regioni di nord-ovest, lambite dalla coda nuvolosa meno attiva del ramo occluso in lento allontanamento verso est.

Le masse d’aria in gioco, atlantica, mediterranea e nord-africana, non saranno fredde al punto tale da permettere cadute di neve in pianura ma solo sui rilievi, in modo particolare sulle Alpi. Sul Piemonte i fiocchi potrano scendere anche fino a 600 metri, mentre sui rimanenti settori alpini il limite delle nevicate sarà posto intorno a 1000-1200 metri. Imbiancate solo le cime più elevate dell’Appennino.

Fenomeni probabilmente più spezzettati e meno significativi su pianure cuneesi e, in un primo tempo, anche su Romagna e lungo il versante adriatico a causa della parziale protezione opposta dalle rispettive montagne alle correnti portanti sud-occidentali. Per i motivi anzidetti le temperature si attesteranno su valori non freddi, anzi sulle regioni meridionali, specie sul basso Adriatico, l’aria si presenterà anche alquanto mite, seppur in un contesto molto ventoso.
Autore : Luca Angelini