Grandi manovre in stratosfera, FORSE si prepara un finale di inverno molto freddo
Le analisi della circolazione alle più alte quote atmosferiche evidenzia un certo fermento, usuale per questo periodo stagionale. Le conseguenze però, come ogni anno, sono imprevedibili e sicuramente vanNo attentamente monitorate.

La stratosfera ha taciuto finora e l’inverno ha fatto il suo corso sull’Europa, come negli USA o come in Asia. Anche l’Italia ha avuto la sua giusta dose di inverno, perchè mai allora dovremmo guardare alla stratosfera con tutto questo interesse?
Ogni anno, in questo periodo stagionale, il vortice polare si dispiega con tutta la sua forza inglobando entro le sue spire il grande gelo della notte artica. L’indice spia di questa forza è contrassegnato dall’AO, oscillazione della pressione artica, il quale di conseguenza mostra picchi notevoli.
E’ quanto accadrà nel corso dei prossimi giorni. L’anomalia è partita proprio dall’alto, dalla stratosfera, dove si è organizzato un poderoso raffreddamento che ha iniettato potenza alla nostra giostra gelida.
Ora però, dalle carte emesse dai maggiori centri meteorologici mondiali, traspare un altro evento, altrettanto frequente in questo periodo stagionale; le proiezioni indicano la possibilità di un consistente riscaldamento dei più alti piani stratosferici, riscaldamento capace di invertire la direzione dei venti d’alta quota e trasformare quindi il grande ciclone artico in un bell’anticiclone polare.
Per il momento quanto affermiamo appartiene solo alla sfera delle ipotesi, tuttavia ci pare corretto informare i nostri lettori sulla possibilità che la fine dell’inverno possa potenzialmente presentarci un conto piuttosto salato.
Come affermato poc’anzi, i riscaldamenti stratosferici avvengono ogni anno e in questo periodo in modo particolare, tuttavia in questo caso stiamo monitorando passo passo la situazione in quanto presenta spigolature per qualche verso interessanti. Se quanto previsto da quelle carte si concretizzasse, la palla passerebbe alla circolazione troposferica la quale si vedrebbe costretta a riorganizzare tutta la circolazione promuovendo anche la distribuzione verso le medie latitudini dei cocci del vortice polare andato in pezzi.
E’ questa la situazione che in passato ha reso famosi molti inverni ma dobbiamo anche far presente che eventi simili hanno invece avuto impatti poco produttivi. Insomma tutte le strade sono aperte così, dopo un prosieguo di gennaio all’insegna di una fase piuttosto mite sotto la spinta delle tese correnti atlantiche, l’inverno potrebbe chiudere in bellezza. Ma ce lo farà sapere solo all’ultimo momento.
Autore : Luca Angelini
