Una Milano da…FREEZER!
Dal gelo alla neve. La grande metropoli è riuscita a scrollarsi di dosso il noto fenomeno dell'isola di calore e si presenta agli occhi dei suoi abitanti con lo stesso sapore di un quadro d'epoca.

Milano ce l’ha fatta. Superando egregiamente i bollori dell’isola di calore urbana, che ormai sistematicamente risalgono verso il suo cielo tanto chiaro anche di notte, la grande città padana è tornata indietro al secolo scorso, quando freddo e neve regolavano i ritmi di una città che ha fatto del progresso il suo cavallo di battaglia.
Ma contro il Generale c’è poco da fare. Ad ogni nevicata i ricordi slittano ineluttabilmente ai mitici anni bianchi: dal ’29 al ’56 ma soprattutto all’ormai lontano ma sempre vivo gennaio dell’85 o al più recente 2006.
E Milano, quando ha voglia di neve, si fa capire. La sua aria si fà gelida e fastidiosa già con una settimana di anticipo. Il sole di giorno cerca di scaldarla ma alla fine rimane solo un luminoso cappello di ghiaccio sopra i tetti. La notte si ammanta di una nebbiolina ghiacciata che stende i suoi arabeschi su alberi, tetti e automobili.
Quando Milano ha voglia di neve diventa simile ad Helsinki e Mosca. E di solito ti sorprende al mattino, quando ti svegli per andare “A laurà”. I cielo della notte si tinge di una luce diffusa giallastra e la grande metropoli, sotto i suoi 20,30,40 centimetri di neve torna bambina.
La neve è l’unico espediente con il quale la Natura riesce a frenare la ben nota febbrile iper-attività dei Milanesi, quasi tre milioni di anime sotto lo stesso tetto. Qualcuno cerca goffamente di disseppellire la propria auto ma la coltre bianca ha trasformato i nostri mezzi in tanti mammuth messi in fila uno dietro l’altro.
E allora quei mostri di metallo che tengono i loro concerti quotidiani di clacson e motori per le strade cittadine, per una giornata tacciono. La neve a Milano è una cosa seria. Tutto rimane ovattato in un silenzio irreale, tutto scorre come agli inizi dei tempi secondo l’unico ritmo che conta, quello della Natura.
E allora godiamocela questa Milano diversa. Forse tornare bambini per un giorno e contemplare senza fretta questo quadro di suggestiva realtà dipinto fuori dalle nostre finestre, ci permetterà di apprezzare finalmente la città che ci ospita o che ci ha dato i natali. Fermiamoci e per un giorno viviamo al ritmo della Natura, di una Milano per un giorno non da bere, di una Milano per un giorno da ammirare, di una Milano diversa. Finalmente.
Autore : Luca Angelini
