Cosa sta succedendo? L’estate sarà condizionata da questo maltempo frequente?
Il maltempo non abdica, l’anticiclone da tempo non faceva così fatica ad imporsi nell’area mediterranea. Sulle Alpi c’è ancora tantissima neve oltre i 2000m, i fiumi e i laghi al nord non si ricordavano così alti da un pezzo, si andrà avanti così. E’ l’inizio di un’inversione di tendenza climatica?
Non esageriamo. E’ solo la prosecuzione di un trend instabile cominciato sin dall’inverno scorso e che si sta protraendo oltre misura. Ci sarà a breve anche un cambio di circolazione, gli affondi non arriveranno più da ovest ma da nord, ma la sostanza non cambierà, anzi, i fenomeni potrebbero diventare ancora più insidiosi. Guardate che quadro barico compromesso per la fine del mese di maggio:

Quindi anche giugno proseguirà sulla falsariga di maggio? Almeno inizialmente si. Per tutta la prima decade l’Italia sarà abbracciata da un vortice depressionario, alimentato da aria fresca di origine artica marittima, con fenomeni che soprattutto al nord e in particolare al nord-est, potrebbero risultare di forte intensità e temperature che si porteranno su valori inferiori alla media del periodo, specie nelle aree coinvolte dalle precipitazioni più frequenti.
Dando un’occhiata alla sommatoria dei fenomeni previsti tra oggi e lunedì 3 giugno secondo il modello europeo, americano e svizzero:

Da notare come la distribuzione dei fenomeni vari a seconda dell’esatto posizionamento della saccatura, sulla quale i modelli al momento stanno ancora litigando: quindi c’è chi vede ancora i fenomeni spalmati su tutto il settentrione, specie a nord del Po, chi li vede soprattutto in Adriatico (medio Adriatico compreso), chi infine sposa l’ipotesi delle piogge sul Tirreno, perché vede l’asse di saccatura più ad ovest:

Insomma il contesto instabile è visto dal 100% dei modelli, rispetto invece alla distribuzione dei fenomeni c’è ancora molto da capire, seguite gli aggiornamenti:
