12:40 5 Marzo 2024

Meteo: cosa non va? Tutto!

L'analisi di una stagione bizzarra e possibili conseguenze.

Il grande assente è la prima cosa che NON va. Chi?
L’inverno. L’inverno in pianura sembra scomparso.
La mancanza totale di correnti da nord o da est ha messo in evidenza ancor più questa grave mancanza.
Ad assicurare l’inverno in pianura ormai era rimasta solo l’alta pressione che, con le sue inversioni termiche e le sue nebbie, assicurava perlomeno una parvenza d’inverno con tanto di gelo e brina.
Appena l’anticiclone è stato smantellato dall’inserimento (fatto ormai abbastanza inusuale) delle correnti perturbate da ovest, il Generale Inverno si è disintegrato, indifendibile.


Si potrebbe discutere per ore di spostamento delle fasce climatiche, della mancanza totale di retrogressioni fredde dalla Russia, delle correnti artiche in arrivo dalla Scandinavia, del flusso perturbato atlantico che per anni è rimasto alto di latitudine, e che ora è sceso ma senza mai portare una parentesi di freddo, a causa della mancanza di sinuosità delle correnti in quota. Niente seni e niente golfi, ma solo una piatta corrente occidentale mite e per fortuna perturbata, peraltro non per tutti, perché è vero che nord e centro hanno fatto il pieno di pioggia e le Alpi dalle quote medie di neve, ma al sud, nella stagione in cui dovrebbe piovere di più lo ha fatto poco.

E ogni anno avvertiamo la sensazione sempre più palese di un clima che non è più quello dei nostri padri e tantomeno quello dei nostri nonni, e che bisognerebbe ridisegnare sui libri di testi scolastici, ammesso ma non concesso che la scuola gli dedichi qualche ora a spiegarlo agli studenti.

I bambini per vedere la neve ormai devono andare in montagna, ma bene in alto, in città (con la benedizione di tanti che proprio la detestano) non si fa più vedere.
Quest’anno stiamo vivendo un trend di precipitazioni decisamente anomale per il periodo al nord, per ora tutti contenti perché di siccità almeno sino a maggio non se ne parlerà più, ma poi attenzione perché cicli regolari non ne esistono, non c’erano prima, figurarsi adesso.

Si potrebbe passare ancora da un estremo all’altro.
Un inverno così mite si ricorda certamente negli ultimi 25 anni, ma che fosse esteso a gran parte dell’Europa, eccezion fatta per il dicembre gelido in Scandinavia, proprio no, questo febbraio rovente per tutto il Continente fa male, è inquietante.

Fa meno freddo complessivamente e su questo siamo tutti d’accordo, ma il freddo sul Polo non è che non ci fosse, c’è sempre stato negli ultimi anni, magari meno estremo, ma c’era, così come in Siberia, ma allora perché non scende mai di latitudine?
E’ un trend? Più darsi, sono solo le conseguenze del global warming? No, visto che proprio gli eventi estremi anche di verso opposto fanno proprio parte di questo conclamato meccanismo.
E’ il Nino? Che ha fatto prevalere le correnti da ovest senza mai che la circolazione si potesse invertire?
Sono gli strat-warming che anche quando ci azzeccano non sanno più distribuire il freddo anche alle basse latitudini?
Il bello è che nessuno lo sa per certo.

Le conseguenze però di un inverno del genere in primavera non mancheranno di certo e c’è già chi ha cominciato a sciorinare carte su carte mettendo in evidenza come questo surplus di calore in estate si tradurrà in caldi estremi ma anche in eventi tornadici o tempeste che colpiranno anche il nostro Paese.

E’ vero? Può darsi, ma non è automatico. Una primavera altrettanto instabile come questo finale di inverno potrebbe ridimensionare il problema, perché il clima è un sistema caotico a cui non piace essere imbrigliati in schemi rigidi e razionali.

Prepariamoci a vivere insomma stagioni squinternate con una sola (quasi) certezza: l’estate non fallirà il colpo e magari si prolungherà a dismisura sino ad ottobre, ormai lo dice la statistica, destinata ad essere smentita da qualche rara eccezione però, dunque non date tutto troppo per scontato.