La primavera 2008 conquista il podio della piovosità secolare
La pioggia non smette di cadere sull'Italia. Si sono salvate ben poche zone lungo la Penisola e la stagione in corso si sta rivelando sempre più gettonata a battere il record di accumuli mai visti negli ultimi 200 anni.

Questione di Global Warming? Di sicuro questa riflessione salterà fuori quanto prima dalle pieghe cerebrali di qualche luminare improvvisato della scienza. E si sa, la notizia risultebbe tanto diretta quanto di appetibile divulgazione.
Certo, perchè di questi tempi che faccia caldo o freddo la colpa è sempre la sua, del Global Warming. Che sia secco o che piova troppo il capro espiatorio è sempre lui, il Global Warming. Sarà che al giorno d’oggi dobbiamo sempre trovare un colpevole, una spiegazione che tenda ad umanizzare anche la Natura.
Ma la Natura segue il suo corso, un disegno che, per quanto noi potremo sforzarci, rimarrà sempre ignoto all’Uomo. Basti pensare a una cosa: chi tra i vari enti meteorologici che vanno sciorinando carte previsionali a tirata stagionale avrebbe scommesso solo un mese fa su una primavera così piovosa? E chi avrebbe scommesso un solo centesimo di Euro affermando che la stagione sarebbe entrata in lizza per raggiungere e forse anche superare il record secolare della piovosità?
Eppure l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), quindi un ente professionale e ufficiale a tutti gli effetti, è stato estremamente esplicito: “Se consideriamo la media tra il 1961 e il 1990 le precipitazioni avutesi nella primavera 2008 sono state superiori di un secco 35%”.
Escluso il Global Warming, gli “scettici” dei naturali cicli e avvicendamenti climatici potranno parlare di casualità, oppure di eccezione, o ancora di situazione a carattere locale. Eppure mezza Europa si trova nelle nostre medesime condizioni.
Ora dobbiamo solo attendere che questa fase lasci spazio nuovamente al sole. Solo dopo giorni e giorni di sole, ossia quando la stagione avrà ripreso il suo corso regolare, qualcuno si accorgerà che l’enorme quantità di acqua caduta dal cielo in questi mesi sarà nel frattempo tutta defluita senza lasciare traccia.
Frattanto i terreni saranno diventati nuovamente aridi. Si tirerà allora fuori dai cassetti gli argomenti che al momento sono stati per buon senso accantonati. Si inizierà a parlare ancora di desertificazione rimuginando sempre quegli stessi temi triti e ritriti che finora hanno letteralmente lasciato il tempo che hanno trovato.
Allora nessuno penserà a quanto fosse stato utile costruire bacini per imbrigliare il prezioso liquido, quanto fosse stata cosa buona e giusta immagazzinare in questa primavera tanto prodiga tutta quella benedetta acqua entro gli invasi. Allora molti torneranno ufficialmente a parlare di Global Warming e sfideremo chiunque a dargli torto.
Autore : Luca Angelini
