GROSSO: la previsione per Natale 2023? Tra anticiclone e irruzioni fredde da nord
La poderosa rimonta dell'anticiclone è attesa a metà mese prima di un paio di affondi artici tra il 20 e il 25 dicembre, soprattutto in Adriatico. Ormai è una previsione ricorrente che caratterizza il periodo delle feste. Il freddo corre sul filo dell'anticiclone ma non riesce MAI a sfondare ad ovest dell'Italia o tantomeno dalla Valle del Rodano.

E’ il solito schema che si osserva ormai da diversi anni, salvo qualche eccezione: l’anticiclone "grasso e sgraziato" si propone ad intervalli da ovest abbracciando l’intero Paese, ma lasciando spazio di tanto in tanto alle scorribande dell’aria artica.
Ciò avviene quando la grande veemenza della corrente a getto subisce una frenata e di conseguenza tutto il freddo piomba sul versante adriatico e sui Balcani scaricando neve a quote basse per 24-48 ore prima che torni ad affacciarsi il naso anticiclonico:
Certo, qualche emissione modellistica vede affondi anche più roboanti, massici, diretti, ma sono comunque ancora una minoranza, nessuno però punta diretto verso la Francia con virata a ridosso della Valle del Rodano (configurazione ormai rarissima) e tantomeno sui Pirenei, traiettoria rara in questo periodo. Vediamo allora l’affondo laminare (ma consideratelo ancora poco attendibile):

Lo schema comunque è questo: alternanza tra affondi da nord e rientri miti e anticiclonici da ovest. Solitamente questa fase precede una fase da ovest mite (con flusso perturbato atlantico mediamente alto) per i primi di gennaio, ma lì entriamo nella mera statistica ed è meglio soprassedere.
Ora ci si chiede: se l’affondo fosse diretto da nord la neve chi la vedrebbe? Zone alpine di confine, Romagna, medio Adriatico e meridione a quote basse, quanto basse ce lo diranno le termiche negli ultimi giorni di previsione. Per ora vi bastino queste prime considerazioni. E per gli altri? Freddo si, bianco zero!
Autore : Alessio Grosso
