Vortice polare già a pezzi, effetti immediati in terza decade?

La terza decade di novembre si fa sempre più interessante poiché potrebbe essere sede di importanti movimenti su scala emisferica, dal sapore puramente invernale. I principali centri di calcolo cominciano ad intravedere scenari decisamente più dinamici e turbolenti, figli di un deterioramento davvero clamoroso del vortice polare.
La grande bassa pressione che aleggia sul polo nord rischia di subire l’invettiva dei flussi sub-tropicali e addirittura anche attacchi interni dovuti agli anticicloni polari. È proprio ciò che ipotizza il modello americano GFS: il vortice polare si spezzetterà in vari lobi a causa di tre attacchi contemporanei. Dal Pacifico si ergerà l’anticiclone delle Aleutine, dall’Atlantico arriverà l’anticiclone delle Azzorre e tra Siberia e Polo nord si svilupperebbe un possente anticiclone polare. Queste alte pressioni contribuirebbero a spaccare in più lobi il vortice polare, i quali si dirigerebbero a latitudini più basse comportando varie ondate di maltempo e ondate di freddo precoci.

Difatti attorno al 23-25 novembre il modello americano prevede una prima offensiva del freddo da nord/nord-est, in grado di raggiungere anche l’Italia comportando un forte calo termico e condizioni di maltempo.

Anche la media degli scenari di GFS, seppur meno estremo, concorda sul deterioramento del vortice polare nella terza decade del mese. Questo particolare assetto barico potrebbe essere il preludio ad un mese di dicembre più freddo del solito e ricco di ondate di freddo e maltempo in Europa.

Autore : Raffaele Laricchia