19:37 5 Novembre 2023

Le ALLUVIONI autunnali fanno parte del DNA del nostro clima da sempre, eppure ci stupiamo…

Si parla tanto dei "tempi di ritorno" degli eventi estremi, del clima che va a rotoli, della costante conta dei danni, eppure la storia è piena di eventi come quelli di questi giorni: pensiamo a tempi non sospetti come l'evento del 66 a Firenze, a quello del 70 a Genova, del 94 e nel 2000 in Piemonte e a tanti altri. Stando però a certi trattati scritti solo 20 anni fa, dovremmo essere tutti sott'acqua o nel deserto. Invece ci adattiamo al cambiamento che, è bene ricordarlo, non si fermerà mai.

I valori sono coefficienti sociali che ciascuna società adotta perchè li ritiene più idonei a ridurre la conflittualità. Non esiste una sacralità immutabile dei valori, che nel corso della storia sono spesso cambiati. Se non mutassero saremmo ancora ai tempi degli Assiro-Babilonesi. 

Così il clima: NON esiste un clima FERMO, come il vino, oppure perfetto, la termoregolazione da divano, gli irrigatori da giardino per pioggia, il venticello rilassante dei depuratori Dyson sulle coste, insomma si vorrebbe un tempo a comando, che non esiste e non è mai esistito. 

Chi l’ha mai detto che le alluvioni una volta arrivavano con tempi di ritorno di 100 anni? Ma c’eravate? Ci sono frasi che i personaggi della storia non hanno mai pronunciato, eppure gli vengono attribuite ugualmente, ascoltate Barbero a tal proposito.

Il clima NON ha dei comandamenti immutabili: cambia, di continuo, sempre, in ogni momento. La letteratura sull’argomento va costantemente aggiornata. 
Ma non è PAZZIA, ci sono delle forzanti ovviamente ma in entrambi le modalità: calda o fredda che sia!

L’informazione un tempo era frammentaria, molte aree non erano abitate, eventi magari catastrofici non erano documentati da nessuno, ma si verificavano più o meno con la stessa intensità di oggi, magari quando il mare era caldo più di oggi o almeno quanto oggi. 

Adesso ci daranno che non capiamo: "lo sappiamo che certi eventi ci sono già stati, ma mai con la frequenza di oggi, mai ci siamo scaldati con la rapidità di oggi, l’uomo ha schiacciato il tasto del TURBO sul phon che surriscalda il pianeta".

Ma è ovvio che l’uomo scalda: l’occupazione di suolo è spaventosa, dove non è stato tutelato con parchi agricoli, è stato soffocato da case, strade, centri commerciali e cemento. Pensate davvero che non ci siamo accorti che le gelate, le brinate, le nebbie non siano scomparse o quasi dai grandi centri cittadini rispetto a solo 30 anni fa? 
Pensate davvero che non ci siamo accorti che l’estate sembra infinita? 

La macchina climatica però non vive delle sole azioni dell’uomo, fa quello che vuole e non chiede il permesso a nessuno. Se vuole far accadere catastrofi, provocare siccità, lo fa: PUNTO!

Eppure sulle Alpi si riesce a sciare ancora, anche sotto i 1500m, pur tra trattati che già 20 anni fa erano convinti del contrario. E la notizia è che anche tra 20 anni ce la faremo ancora. 

La tecnologia ci ha messo al riparo da tracolli economici turistici e sportivi drammatici proponendoci cannoni per sparare la neve sempre più sofisticati e dove non arrivano i cannoni, ci vanno i camion a prendere la neve in alta quota quando non fiocca in basso, la gente non si rassegna.
 
Il Mose a Venezia è diventato realtà dopo anni e anni di stallo, l’erosione delle coste dovuto alle mareggiate è un problema ma non abbiamo mai visto un’estate senza che Misano Adriatico, Forte dei Marmi o Lignano Sabbiadoro abbiano alzato bandiera bianca e detto ai turisti: signori la spiaggia non c’è più o Cortina e Brunico dire: ragazzi quest’anno non si scia. 

L’uomo che ama la natura soffre per non trovare più la campagna mentre si aggira per le periferie ma si adatta al cambiamento e, nonostante tutti gli eventi documentati in ogni angolo del mondo che ci rilanciano temporali pazzi e grandinate folli, si sforza di vivere in una realtà molto diversa rispetto a quando era bambino, senza strapparsi i capelli, ma riflettendo amaro sui provvedimenti presi per tentare di fermare un cambiamento che è insito nel DNA del clima. 

L’uomo ha alterato indubbiamente il micro clima di intere aree ma questo cambiamento potrà anche virare verso scenari fin qui mai proposti, cioè non necessariamente CALDI. Si chiama effetto "feedback". 

E gli eventi estremi continueranno ad esserci sia che il clima si raffreddi oppure che si riscaldi ulteriormente perchè se improvvisamente facesse più freddo ai Poli, il tutto si tradurrebbe in più affondi freddi verso sud e siccome il mare non si raffredderà a tal punto da evitare eventi come quello di Prato, la sopraggiunta aria artica, nettamente più fredda di quella di oggi, potrebbe provocare disastri ben più gravi, con altri temporali rigerenanti e tempeste, magari anche una nuova alluvione di Firenze del 66, che nonostante le CASSANDRE non si è ancora (grazie a DIO) ripetuta, ma potrebbe arrivare ugualmente in un mondo più freddo.

Eppure la nostra storia è piena di alluvioni: pensate solo all’ottobre 1970 a Genova con 948mm di pioggia caduti a Bolzaneto, all’ottobre del 94 in Piemonte, al 2000 ancora in Piemonte e a Soverato, al 2002 su Lombardia e Veneto, al 2011 ancora a Genova. 

Il comune si impegni a piantare alberi nei quartieri invece che a far cassa con multe e ticket iniqui, a non tombinare i torrenti, a pulire gli alvei dei fiumi, a proteggerne le rive, a predisporre le aree golenali, molti si chiedono che fine abbiano fatto i fondi destinati alla tutela della natura nelle aree urbane stanziati dall’Unione Europea.

Ogni giorno si trova qualcosa che NON va nel tempo che fa, da ricondurre al mantra del "clima impazzito", perchè invece i governi NON dicono basta alla costruzioni di nuovi edifici? Perchè non chiedono agli immobiliaristi di riqualificare prima di concedere nuove permessi per costruzioni su aree verdi? Prima di far gettere asfalto inutile per costruire nuove strade in mezzo al nulla? 

Nonostante tutto però ricordiamoci che la natura resta più forte e che se solo volesse nel giro di breve potrebbe farci scomparire dalla faccia della Terra, molto prima che succeda per qualche imbecille che prema i bottoni di lancio per lanciare i missili atomici. Ricordiamocelo sempre…

Autore : Alessio Grosso