19:22 4 Novembre 2023

METEO: tra l’autunno e l’inverno c’è il DISTURBO dell’anticiclone

L'anticiclone si interpone tra i flussi perturbati atlantici ma il suo ruolo è ancora difficile da decifrare. Sembra la classica fase interlocutoria che precede il passaggio stagionale.

Le grandi tempeste sono agli sgoccioli. Da lunedì 6 novembre il tempo diverrà variabile, ci sarà ancora qualche veloce passaggio piovoso nel corso della settimana ma niente di lontanamente paragonabile a quanto abbiamo appena vissuto. 

I modelli stentano ad inquadrare bene la situazione, ma soprattutto a dirci se e quanto l’anticiclone sarà invadente nell’area mediterranea. Sembra la classica fase interlocutoria tra autunno ed inverno che sui cieli europei diventa un gran pasticcio su chi deve comandare le operazioni.

L’autunno ormai ha solo qualche settimana per far sentire la sua voce ma si profila una situazione un po’ "spuria", "insipida" in cui le perturbazioni non saranno in grado di presentarsi cattive sul territorio (e meno male viste le conseguenze sul territorio), ma nemmeno l’alta pressione sarà inossidabile.

Questo flusso da WNW però non sembra essere destinato a durare per molto tempo, è come se il tempo covasse qualcosa di ben più rilevante, cioè il classico affondo da nord, quello che scava una depressione nel cuore del Mediterraneo, richiama aria fredda e porta la prima invernata anticipata.

E’ solo un’ipotesi intendiamoci, ma è probabilmente l’unica strada percorribile perchè l’altra, quella che prevede nuovamente un abbassamento del flusso zonale atlantico e un netto ritiro verso sud dell’anticiclone pare al momento la MENO PROBABILE.

Vediamo qualche mappa allora che testimonia quanto appena esposto, la prima valuta il periodo 6-10 novembre con i flussi occidentali lievemente ondulati a portare piogge e rovesci sparsi alternati a finestre soleggiate in un contesto relativamente mite:

La seconda vede l’anticiclone diventare più invadente tra l’11 e il 15 novembre e deviare il flusso perturbato atlantico più a nord con il classico effetto "scivolo" delle correnti fresche, che scendono lungo i Balcani con precipitazioni sui versanti esteri delle Alpi e parzialmente lungo l’Adriatico, in un contesto prevalentemente mite:

E infine la tendenza successiva dal 15 al 20 novembre che vede la situazione quasi bloccata, con le correnti da NW sempre presenti in un quadro di generale variabilità ma senza fenomeni rilevanti e con l’alta pressione un po’ meno invadente ma ancora disturbatrice: 

In mezzo ci sono anche emissioni che vedono una situazione più DINAMICA, con quegli scambi meridiani entro metà novembre di cui parlavo sopra, che ancora non entrano nelle "grazie" dei modelli ufficiali:

RIASSUMENDO: fase variabile ed interlocutoria tipica dei momenti in cui la stagione sta decidendo in quale direzione andare e i modelli faticano ad inquadrare un’evoluzione certa; l’opzione più gettonata è comunque quella di un’alta pressione disturbatrice e di una variabilità a tratti piovosa su alcuni regioni (nord-est, centro e sud in primis, soprattutto versante adriatico).

 

Autore : Alessio Grosso