Segnali di svolta autunnale? Il modello americano ci prova!

L’Anticiclone africano si rinforza sempre più su tutto il vecchio continente e già da qualche ora le immagini satellitari non lasciano il benché minimo dubbio sull’invadenza di questo vasto campo di alta pressione che sta letteralmente scacciando ogni tentativo di maltempo.
Sarà proprio questo anticiclone il protagonista indiscusso della prima decade di ottobre, come emerge dalle simulazioni modellistiche dei principali centri di calcolo. Era stata ipotizzata una lieve flessione dell’alta pressione attorno al 5 ottobre, con un conseguente momentaneo calo termico, ma alla fine avrà solo un effetto minimo sulla nostra penisola, limitandosi a qualche temporale isolato sulle Alpi e le Prealpi. I termometri, dunque, continueranno a registrare valori al di sopra della media, in particolare al Nord e sull’Alto Tirreno, per gran parte di questa prima decade di ottobre.

Per intravedere dei segnali di un cambiamento verso condizioni autunnali, dovremo attendere almeno la seconda decade di ottobre. E, sia chiaro, si tratta solo di previsioni a lungo termine, che potrebbero subire modifiche in base agli assetti delle figure di pressione tra Atlantico ed Europa.
Dalla simulazione mattutina del modello americano GFS, emerge una possibile svolta attorno al 10 ottobre, grazie a un cambio d’assetto barico sull’Atlantico. L’anticiclone predominante tra l’Atlantico orientale e l’Europa occidentale potrebbe cedere il passo a una vasta saccatura fresca proveniente dal Nord Europa, determinando un clima decisamente diverso sul vecchio continente. L’alta pressione delle Azzorre tenderebbe a spostarsi più a ovest, mentre l’Europa occidentale, inclusa parte della nostra penisola, potrebbe risentire di maltempo e di un sensibile calo delle temperature.

Se questa tendenza venisse confermata, il maltempo interesserebbe in particolar modo il Nord Italia e l’Alto Tirreno, aree che al momento stanno sperimentando un periodo di assenza di precipitazioni e temperature elevate. Come già sottolineato, si tratta di una proiezione a lungo termine, sebbene sia supportata dalla media degli scenari dello stesso modello americano, che suggerisce un possibile cambio d’assetto sull’Atlantico orientale proprio dopo il 10 ottobre.

Autore : Raffaele Laricchia