00:00 14 Settembre 2009

Quando l’autunno faceva sul serio!

Si parla spesso di autunni "vecchio stile", dove la pioggia e il vento erano protagonisti sull'Italia. Cerchiamo di capire quali configurazioni meteo erano presenti sul nostro Paese.

Quando l’autunno faceva sul serio!

L’autunno è (ed è sempre stata) la stagione deputata al ricarico idrico sulla nostra Penisola. L’alta pressione responsabile del caldo e della siccità estiva tende a ritirarsi più a sud, spianando la strada alle perturbazioni atlantiche.

La pioggia, di conseguenza, dovrebbe giungere sull’Italia con cadenza più o meno regolare, stante il transito dei passaggi frontali.

Negli anni 80 e 90 tutte le stagioni autunnali sono state governate dal flusso atlantico, che a fasi alterne modulava l’evolversi del tempo. Periodi piovosi si alternavano ad effimere fasi di tempo più stabile, con la pioggia che era quasi sempre garantita.

Spesso le saccature partivano dal vicino Atlantico, interessavano ad ampio raggio tutta l’Europa occidentale e poi come un “pendolo” si dirigevano verso le nostre regioni, entrando agevolmente sul Mediterraneo.

Quando una saccatura si impossessava dell’Europa occidentale, in genere era acqua a catinelle per gran parte d’Italia, grazie al suo successivo spostamento a levante.

A complicare le cose ci si metteva anche un’alta pressione sull’Europa orientale che frenava l’evoluzione a levante del tutto; magari ci “scappava” anche il nubifragio, ma tutto faceva parte del disegno (piovoso) dell’autunno.

Molti millimetri venivano messi “in cascina” in vista dei periodi più secchi, che in Italia non sono mai mancati.

In questi ultimi anni è innegabile che la situazione sia cambiata, a tratti anche profondamente. Piove meno e piove male, questo è il succo di tutto il discorso.

Le correnti perturbatrici occidentali, che fino a 10 anni fa scorrevano senza intralci verso di noi, ora sono costrette a “driblare” ostacoli barici notevoli. Quando c’è l’alta pressione sull’Europa occidentale, il flusso spesso viene deviato verso nord e costretto poi a ridiscendere verso sud, nel contesto di una circolazione “meridiana”. Se l’alta pressione ad ovest non è troppo invasiva (ma capita veramente di rado), si può sperare che l’aria instabile passi dal Rodano, con maltempo diffuso sull’Italia.

La “carta” del Rodano è però solo un palliativo: dopo il passaggio del fronte tutto in genere si chiude, con l’alta ad ovest che non fa passare più nulla. In pratica ci ritroviamo con 1 giorno di pioggia ( se va bene) alternati a 15-20 giorni di secco.
Inutile dire che così non si recupera niente!

Nell’eventualità che l’alta ad ovest risulti troppo invasiva (quasi sempre), il “bonus” del Rodano non può nemmeno essere giocato e l’Italia si ritrova per giorni e giorni sotto correnti settentrionali abbastanza sterili.

L’alta pressione “guasta autunno” può piazzarsi anche al centro del Mediterraneo, impedendo ai fronti perturbati da ovest di entrare in maniera FRANCA su di noi, come avveniva una volta.

Ecco allora i classici peggioramenti veloci, poco incisivi, che scaricano pioggia a macchia di leopardo! Inutile dire che, anche in questo caso, i benefici di una situazione siffatta (in campo idrico) siano minimi.

In autunno piove meno! Questo è un dato di fatto. Mancano le configurazioni di una volta, quelle situazioni in grado di portare piogge copiose ed insistenti. Adesso se piove 2 giorni…è festa grande…e magari qualcuno si scandalizza pure!
Autore : Paolo Bonino, adattamento Alessio Grosso