00:00 2 Settembre 2010

Per non dimenticare…SOVERATO!

A grande richiesta ecco la prima pagina di lunedì 11 settembre.

Per non dimenticare…SOVERATO!

Nel settembre del 2000, in seguito a forti piogge provocate dalla depressione "Beniamino", in Calabria straripa il torrente Beltrame nei pressi del Camping "Le Giare" provocando 13 vittime. Ecco cosa scrivevamo a caldo in quei giorni su MeteoLive.

**Il pianto greco** Per 72 ore MeteoLive aveva avvertito del pericolo; nessun telegiornale, nessun organo competente si è fatto sentire, e la festa per la pioggia tanto attesa si é trasformata in tragedia. Nessuno ha controllato il livello dei torrenti, la situazione degli argini, finché una valanga d’acqua non ha ucciso. E’ davvero ridicolo continuare a ripetere: "si poteva evitare?" quando la coscienza imponeva a chi lo dice di fare e dire qualcosa prima; ora il pianto greco non serve.

Situazione generale: Scrive Marco Paolini, raccontando la tragedia del Vajont: " e il giorno dopo si affacciano i soccorritori, i giornali scrivono: -più niente da fare o da dire, cinque paesi, migliaia di persone, ieri c’erano, oggi sono terra e nessuno ha colpa, nessuno poteva prevedere- ma la signora Merlin grida no! Io ho scritto che una frana di 50 milioni di metri cubi minaccia vita e averi degli abitanti! Per favore gli rispondono, qui ci sono i morti, niente speculazioni politiche, ci sono i morti. Sciacalli, scriveva Montanelli contro chi osava mettere in dubbio che il Vajont fosse una cosa diversa da una disgrazia".

Noi stamattina non ci sentiamo affatto sciacalli, dalle nostre pagine, dalle pagine previsionali di MeteoItalia, avevamo detto: guardate che pioverà davvero tanto e il terreno non assorbirà la pioggia". Nessun giornalista si è premurato di fare almeno un servizio sulle piogge in Calabria, di chiedere alla protezione civile che cosa si stesse facendo, di fronte a precipitazioni così intense.

L’avevamo pubblicato l’articolo di Buzzati sull’alluvione a Valle Mosso. Le sue parole risuonano ancora nella nostra mente, perché da allora la situazione é rimasta identica. Dopo ogni tragedia costernazione, indignazione, impegno a fare chiarezza, e poi..tutti gettano la spugna con dignità, come diceva De André, si chiudono gli occhi di fronte alle abitazioni abusive, messe su di fianco a fiumiciattoli in secca che diventano bombe d’acqua appena piove, perché ostruiti da discariche abusive, si chiudono gli occhi e si concedono licenze per camping costruiti in zone a rischio idrogeologico, si lasciano i fiumi al loro destino e ci si dimentica delle montagne.

Manca ancora una carta geologica dettagliata sui movimenti franosi e le zone a rischio della Calabria.

Autore : Alessio GROSSO