00:00 26 Luglio 2005

Non ignorate le preoccupazioni dei meteorologi!

La gente si lamenta sempre di più per cose o situazioni banali e ignora pressochè completamente quali sono i veri timori e le reali preoccupazioni dei meteo-climatologi.

Non ignorate le preoccupazioni dei meteorologi!

Sebbene sia prematuro fare bilanci, per questa estate si potrebbe comunque preparare, nel nostro breve meteo-archivio, un posto alla voce: “media” o meglio “Mediterranea”.

Già, perchè la stagione che stiamo vivendo sta trascorrendo in maniera piuttosto indolore, secondo modalità a noi più consone. Il caldo è stato finora più che sopportabile e, se si eccettuano pochi giorni a cavallo tra giugno e luglio e la fase calda attesa per questi giorni, non si sono avuti picchi udo-termici degni di nota.

Le ondate di caldo inoltre, hanno interessato, come da copione, principalmente le regioni costiere e le conche intene centro-meridionali; solo a tratti le pianure del nord. Quest’ultimo è stato invece interessato da diffusa instabilità e qualche precipitazione, soprattutto sulle aree montuose, con buona pace degli escursionisti e amanti del trekking.

Tutto ciò è pressappoco quanto ci aspetteremmo da ogni estate, ma pare che quest’anno sia solo un caso e che di questi tempi le estati, come anche le altre stagioni, si somiglino sempre di meno.

Ricordate l’ottobre estivo del 2004? E il marzo invernale del 2005? C’è davvero un cambiamento in atto nelle dinamiche atmosferiche, che si riflette sugli andamenti stagionali e soprattutto sulla persistenza di certe condizioni meteo più o meno sfavorevoli.

Non lamentiamoci quindi, in maniera così superficiale, quasi analfabeta per non dire troglodita, di queste brevi fiammate di fine Luglio o di qualche temporale estivo di troppo; sono queste le cose che dovremo sperare di vivere ogni volta che ci accingiamo ad entrare nella stagione estiva.

Piuttosto lamentiamoci del fatto che non riusciamo ancora a capire il come e il perché di questi cambiamenti, di come affrontarli e soprattutto di come affrontare i loro effetti. Non abbiamo fatto passi sostanziali sulla loro prevedibilità, per cui è inutile, sciocco e pretenzioso il valzer del Toto-estate che comincia già dopo Pasqua e si rinforza alla prima giornata calda di Primavera.

Lamentiamoci quindi della nostra impotenza e, peggio ancora, della nostra scarsa lungimiranza e operosità in materia di difesa dalle calamità meteo-climatiche. Si è dovuti assistere allo stillicidio dell’estate 2003, prima di prendere provvedimenti veri e seri per quelle categorie di persone deboli e vulnerabili a questi fenomeni.

Lamentiamoci dunque in maniera intelligente, di quanto ancora imprevedibili siano le bizzarrie climatiche, di quanto siano casuali, ma sempre più frequenti, certe condizioni sfavorevoli e le loro conseguenze (alluvioni, siccità, ondate di caldo e/o di freddo fuori stagione, ecc.).

Lamentiamoci di come la meteorologia e la climatologia siano così misconosciute e spesso bistrattate da discipline più “nobili” e redditizie che, senza fare nomi, pretendono di avere fra le mani e di saper gestire il destino e la salute delle persone.

Lamentiamoci infine della grande distanza che ancora separa la gente dalle più semplici e banali conoscenze in campo meteo-climatico.
Autore : Giuseppe Tito