Per non dimenticare: il terremoto sull’IPCC del 2005
Ormai la politica è entrata nella scienza...
E’ ormai uno scontro ideologico ed etico, la gente è disorientata, il mondo scientifico è nel caos; schieramenti, bandiere, tutta la teoria sul riscaldamento globale sarebbe in crisi, pilotata, strumentalizzata, in parte falsa o dubbiosa.
Qui in discussione non è “se il riscaldamento globale è in atto” ma quanto “l’uomo forzi con le sue attività questo riscaldamento”.
E su questo punto si è ormai scatenata una vera propria guerra tra scienziati e uomini politici.
Un autentico terremoto ha investito l’IPCC, commissione intergovernativa sul cambio climatico, in seno alla Nazioni Unite, deputato a vagliare l’evidenza scientifica dell’effetto serra.
Vi sono state le polemiche dimissioni del sismologo Chris Landsea e l’ex economista capo dell’OCSE David Henderson ha criticato pesantemente l’accuratezza dei modelli economici su cui si basano le previsioni dell’IPCC.
“La credibilità dell’IPCC - commenta Carlo Stagnaro, direttore dell’Istituto Bruno Leoni per l’Ecologia di mercato - è sempre più fragile.
Man mano che scienziati indipendenti si dissociano dall’organismo in segno di protesta per l’atteggiamento pregiudizialmente favorevole a misure del tipo del protocollo di Kyoto, si addensa il sospetto che le conclusioni dell’IPCC siano frutto di decisioni politiche più che di un’analisi scientifica neutrale.
Ma perchè Chris Landsea, scienziato esperto di clima, ha abbandonato l’IPCC?
In una lettera pubblicata su Internet e rilanciata da Greenwatch news ai suoi lettori, lo scienziato afferma che l’IPCC è stato politicizzato. Una intensa e diffusa campagna mediatica- ha detto lo scienziato- ha direttamente connesso la forte attività degli uragani dell’Atlantico del 2004, avvenuti nel loro normale periodo, ai gas ad effetto serra prodotti dall’attività antropogenica. Questa campagna mediatica ha avuto l’effetto di far risultare e diffondere la percezione che il riscaldamento globale sia stata la causa di questi uragani la cui attività ultimamente è stata molto più severa.
I precedenti rapporti, ha concluso lo scienziato “nel 1995 e nel 2001 conclusero che non c’era nessun rapporto tra il riscaldamento globale e gli uragani. Dirò di più, che l’evidenza è molto forte e sostenuta dai migliori e credibili studi recenti nei quali si afferma che l’impatto del riscaldamento globale sugli uragani sarà molto piccolo”.
Insomma, nuove conferme su quanto andiamo sostenendo da diverso tempo anche su MeteoLive sulla “attendibilità” di questo ente.
Autore : Massimiliano Santini con report di Green Watch news, adattamento Alessio Grosso