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The cooling: quando si pensava che un accumulo di CO2 spingesse la Terra verso una nuova era glaciale

A cavallo degli anni 70 si verificò sulla Terra, specie nell'emisfero boreale, un importante calo della temperatura, che fece pensare ad una nuova imminente era glaciale, favorita dall'accumulo di anidride carbonica nell'aria a causa della forzante antropica. Vediamo come si comportava allora la stampa...

In primo piano - 6 Ottobre 2010, ore 15.30

A cavallo tra gli anni 60 e 70 l'ambientalismo non aveva ancora toccato i livelli isterici di oggi, ma cominciava a mal sopportare la presenza dell'uomo sulla Terra. Le attività antropiche danneggiano il Pianeta in ogni modo, si diceva, il dilagare della popolazione diventa un problema serio da combattere con il controllo delle nascite.

L'uomo rompe l'equilibrio di Gaia e qualsiasi cosa faccia "sporca", inquina una natura perfetta, che non ha bisogno della sua presenza per continuare a pulsare. In quella fase però il clima andava raffreddandosi e dunque era questa la colpa che si attribuiva all'uomo: con le sue emissioni inquinanti, le sue polveri, stava per riportare il mondo verso una nuova fase della Piccola età glaciale, con conseguenze drammatiche sul piano alimentare, energetico e naturalmente sulla conservazione delle specie viventi.

Nel 1962 arriva allora il romanzo di Christopher "il mondo in inverno": in cui si ipotizzano le conseguenze drammatiche di un raffreddamento. Poi arrivano i giornali.

Il 15 aprile 1969 il periodico Science News "questo raffreddamento ci porterà verso una nuova era glaciale". Nel 1975 tocca a "Fortune”, al "Time", a "Newsweek" tutti all’unisono: il mondo si raffredda, troppi veleni che schermano il sole nell’aria.

Nel 1976 esce il saggio di Lowell Ponte: “the cooling: il raffreddamento”: l’avanzamento dei ghiacci porterà fame, carestia e guerra entro il 2000”

Nel 1977 un Convegno a Chamonix: “avanzano i ghiacci, fermiamo l’anidride”. Come vedete l'anidride è sempre colpevole, per questa gente il clima non può mutare, i ghiacciai non si possono sciogliere ma non devono nemmeno avanzare troppo: è la follia di voler tenere sempre la Terra in equilibrio sulla fune, quella norma che certi uomini si sono inventati per dare un connotato razionale a ciò che razionale non potrà mai essere e per tenere così in scacco il genere umano stesso, convincendolo di essere colpevole di un peccato che suona troppo grande e stonato, quello di essere i registi di questo "sbandamento" dalla fune.


Autore : Alessio Grosso

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