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Tutti i segreti e le curiosità del clima di TRENTO

Un esempio di clima che presenta tutte le stagioni ben definite.

I tipi di clima - 14 Aprile 2006, ore 09.08

Il clima perfetto naturalmente non esiste, tuttavia si può tentare di individuare la perfezione climatica sulla base di quanto tutti abbiamo imparato a scuola leggendo le storielle sui sussidiari, ( esistono ancora?): ogni stagione con le sue caratteristiche e il suo fascino, dal bianco Natale, al temporale estivo, dalla calura di fine giugno alla fredda giornata piovosa con cielo plumbeo tipica del mese di novembre. Non sono moltissime le località il cui clima offre i caratteri tipici di ciascuna stagione dell'anno. A Roma e più in giù (rimanendo sul livello del mare) l'inverno è sporadico e l'estate si prolunga troppo a lungo, a Londra e Parigi le due stagioni estreme sono spesso poco rappresentate, a Berlino l'estate dura poco e in inverno si può passare in pochi giorni dai -15° del vento dell'est ai 10° accompagnati da piogge tipiche del clima atlantico. A Verona o Milano l'inverno è talvolta rigido ma troppo umido. Forse Torino potrebbe essere un altro esempio vicino a quella "perfezione climatica" che ci è stata inculcata nei primi anni di scuola e che non può che corrispondere ad un clima continentale. Trento è ubicata a circa 200 m s.l.m. a metà della Val d'Adige, è circondata da rilievi molto alti e ha un clima piuttosto continentale con precipitazioni ben distribuite in tutto l'arco dell'anno. Ogni stagione sembra essere qui perfettamente rappresentata senza quegli sbalzi climatici che interessano molte località a nord delle Alpi. Pur distando relativamente poco dal Lago di Garda non risente dell'azione mitigatrice del più grande lago prealpino se non in maniera del tutto trascurabile. Per raggiungere il Lago di Garda bisogna attraversare una gola nota come "Bus de Vela", salire a Cadine e discendere sul versante opposto attraverso la "Valle dei Laghi" il cui clima invernale da Vezzano, Padergnone verso Riva del Garda è decisamente più mite anche per la presenza di bacini lacustri come il Lago di Toblino e il Lago di Santa Massenza. Più della metà delle volte che si ha un fenomeno nevoso a Trento, si ha in queste località solamente pioggia. Il fondovalle dell'Adige è dunque protetto dalle correnti meridionali che talvolta giungono in quota a partire dai 1000-1500 metri e sovrascorrono sul cuscinetto freddo generando inversioni termiche rilevanti e provocando talvolta fenomeni di gelicidio come è accaduto il 25 dicembre 1999. L'innalzamento delle temperature invernali può invece essere provocato da venti settentrionali piuttosto violenti che, scendendo attraverso la Valle Sarentina e la Val Passiria piombano rispettivamente sulle conche di Bolzano e Merano dopo aver subito un notevole riscaldamento per compressione adiabatica e proseguono la corsa verso sud. Si tratta di un fenomeno relativamente frequente a partire dalla fine di gennaio. L'inverno è comunque rigido e, superata la metà di novembre, il crollo delle temperature è notevole e quasi ogni anno a partire dal 15-20 novembre si forma un cuscinetto freddo molto difficile da rimuovere. Non sono rare le nevicate in città già a partire dalla fine di novembre. Il mese che registra la temperatura più bassa è naturalmente il gennaio, tuttavia in qualche caso il mese più freddo è stato il dicembre e proprio in dicembre sono frequentissime, con regime anticiclonico, le inversioni termiche. Sia in dicembre che in gennaio la temperatura media oscilla fra 0° e +1° con escursioni termiche intorno ai 5-6° nonostante la discreta frequenza di giornate soleggiate. A partire dalla fine di gennaio le temperature massime cominciano a salire sensibilmente. La primavera può in qualche caso essere precoce e già in febbraio il gradiente termico verticale aumenta sensibilmente e le inversioni termiche sono rarissime. Il marzo è spesso caratterizzato da brevi anticipi di caldo ( nel marzo 1990 furono raggiunti per più giorni massime di 25°). Aprile e maggio non presentano caratteristiche dissimili da altre località alpine: anche a Trento si riscontrano i classici sbalzi di temperatura e un discreto aumento delle precipitazioni. Il giugno è di solito un mese estivo con frequenti sbalzi di temperatura e un discreto apporto di precipitazioni. Talvolta sono state raggiunte punte di 35°. Luglio e agosto presentano le tipiche caratteristiche estive con la classica alternanza fra periodi di tempo stabile con punte di calore che in qualche caso hanno raggiunto i 38° e brevi passaggi di perturbazioni atlantiche. La temperatura media di luglio è intorno a 23-24°. Molto frequenti i temporali pomeridiani o notturni che se capitano a fine agosto pongono fine alla stagione estiva. Il settembre è molto gradevole anche se spesso caratterizzato da passaggi di perturbazioni atlantiche che portano le prime nevicate al di sopra dei 2000-2200 metri. Con ottobre e la prima decade di novembre il calo della temperatura è molto regolare e costante. L'inizio di novembre, se accompagnato da tempo perturbato e correnti meridionali in quota, è un momento difficile per le piene del fiume Adige che possono essere favorite dalle piogge ad alta quota che talvolta sono in grado di sciogliere gli apporti nevosi avuti in precedenza. Generalmente dopo il 10 novembre le precipitazioni tendono a calare per raggiungere il minimo invernale. A differenza della vicina Bolzano i cui dati climatici sono forse più facilmente ricavabili e il cui clima è stato già ampiamente descritto in questo sito, Trento presenta forse un grado di continentalità meno accentuato con temperatura media annua pressochè uguale, intorno ai 12°, circa mezzo grado in più in dicembre-gennaio e mezzo grado in meno in giugno-luglio, un maggior apporto di precipitazioni invernali e un minore apporto di precipitazioni estive ( soprattutto temporali ). Per quanto riguarda i quantitativi di neve, questi sono stati almeno negli ultimi 15 anni certamente maggiori a Trento rispetto al capoluogo altoatesino. Nel gennaio 1985 su Trento caddero 150 cm di neve mentre a Bolzano non furono superati i 30 cm e, anche in tempi più recenti, le nevicate a Trento sono risultate più generose. Molto spesso infatti lo spessore del manto nevoso tende a diminuire alcuni km a Nord della città, ciò potrebbe essere forse imputabile a ragioni di natura orografica: le perturbazioni invernali sono spesso accompagnate da correnti sudoccidentali. Queste correnti si umidificano sul Lago di Garda e risalgono successivamente la Valle dei Laghi raffreddandosi ed aumentando i fenomeni di condensazione. Piombando quindi sulla Val d'Adige scaricano notevoli quantitativi di neve o pioggia proprio sulla città di Trento. Più a nord invece l'aria è più secca e le precipitazioni più modeste. Fra i principali avvenimenti meteorologici che riguardano la città di Trento posso ricordarne alcuni: 1) L'alluvione del 4-5 novembre 1966. L'Adige ruppe gli argini in più punti e molte zone del centro storico furono allagate 2) La nevicata del gennaio 1985 ( stessa situazione che portò i 72 cm di neve a Milano ). 150 cm caddero in 3 giorni e in alcune località della collina come Villazzano a 350 m il manto nevoso sfiorò i 2 metri. 3) Alcune piene fluviali nel novembre 1996 e nel giugno 1997 fortunatamente senza fenomeni di esondazione 4) Un curioso fenomeno avvenuto nel dicembre 1995 di cui sono stato testimone. Mentre sulla parte nord e sul centro storico pioveva, nella parte Sud della città ( zona Gocciadoro e Ospedale Santa Chiara ), ubicata a ridosso della montagna, cadeva una fitta nevicata. 5) Un fenomeno di gelicidio che interessò anche Verona il giorno di Natale del 1999. Un apporto temporaneo di aria calda in quota facilitò la fusione della neve intorno a 1000 m di quota. Sul fondovalle e anche sulla collina di Trento la temperatura si manteneva intorno a -1 o -2° e la pioggia ghiacciò all'istante. Fortunatamente dopo le 17 l'apporto caldo in quota cessò e la neve imbiancò la città pur rimanendo per alcune ore lo straterello di ghiaccio sottostante ( sul quale sono scivolato ).

Autore : Alberto Bulgarelli

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