Artico, l’incredibile recupero
La banchisa ha quasi raggiunto il pareggio rispetto alla media di riferimento degli ultimi 30 anni. La ripresa era iniziata a metà ottobre 2011, ripercorriamo brevemente tutte le tappe.
All’inizio avevamo pensato che questa improvvisa ripresa di umore della banchisa artica fosse essenzialmente il risultato fittizio di una imprecisione dovuta al flusso dei dati satellitari ad alta risoluzione. Invece l’Università dell’Illinois, che con la collaborazione di altri Dipartimenti ed Istituti tiene cura della regolare osservazione dei ghiacci polari, conferma la ripresa.
Nella seconda parte dell’autunno 2011, e in particolare a partire dalla metà di ottobre, l’estensione della copertura glaciale sull’Oceano Artico ha visto una ripresa stupefacente. Più di 1 milione e 600 mila chilometri quadrati di ghiaccio fresco messi su dal nulla e come se niente fosse. Il grafico sotto ci evidenzia l’incipiente ripresa.
Il dato che pare più immediato se proprio vogliamo ricercare una causa a questo scatto verso l’alto lo ritrovammo nell’andamento del vortice polare. L’indice dell’Oscillazione Artica, spia che ci suggerisce quanto è profondo il trottolone polare e quindi quanta aria gelida può concentrarsi oltre il Circolo Polare, quasi si sovrappone a detta crescita.
Ora, a sei mesi da quell’ottobre stupefacente, siamo qui a rilevare che la ripresa non è ancora conclusa; la curva sale, sale, sale e il vortice polare qui non c’entra. Non c’entrano neanche i normali cicli stagionali e nemmeno l’andamento dell’attività solare, quantunque nell’ultimo mese abbia subito l’ennesimo tonfo.
Non gridiamo vittoria ma tifiamo comunque per il nostro Polo. Ricordiamo infatti che si tratta pur sempre di ghiaccio sottile e quindi particolarmente vulnerabile. Teniamo dunque sotto controllo la nostra calotta polare, certi che ormai il pareggio, come già avvenne proprio nel mese di aprile, ma del 2010, ora è davvero a portata di mano.
Autore : Luca Angelini