STAGIONALI: sempre più concreta l’ipotesi di un’estate normale o leggermente più fresca del normale, anche l’autunno potrebbe seguire la stessa strada
Le proiezioni americane e le nostre considerazioni.

La lunghissima fase di anomalia termica positiva sul Continente europeo sembra finalmente destinata a ridimensionarsi, almeno sul settore centro-occidentale. Ne abbiamo avuto un riscontro già tra la fine di maggio e questo inizio di giugno e, stante le ultimissime proiezioni americane, potremmo constatarlo anche durante tutta la stagione estiva.
I valori termici infatti dovrebbero mantenersi quasi sempre nella media o addirittura portarsi al di sotto di essa di 1-2°C soprattutto su Scandinavia e centro Europa, mentre sul nostro Paese dovremmo vivere un’estate assolutamente normale, anzi un po’ fresca sul settore alpino.
Gran parte delle vistose anomalie planetarie che avevano contraddistinto gli ultimi mesi sembrerebbero destinate ad attenuarsi tranne forse sul settore orientale dell’Europa, dove la calura di fine maggio potrebbe ripetersi, pur attenuata, anche durante il resto della stagione estiva, almeno sino a luglio, in particolare su Balcani e Russia ma non in Siberia, dove invece si prevedono valori sotto media almeno sino a novembre.
Un’estate fresca è quanto di meglio possano chiedere i nostri ghiacciai anche se questo ci dice poco o nulla rispetto ad un possibile andamento del prossimo inverno.
Da notare comunque come dalle proiezioni emerga in modo netto e convincente la presenza della Nina sul Pacifico, cioè quell’anomalo raffreddamento delle acque oceaniche che è in grado di influenzare la circolazione atmosferica su scala globale.
Ebbene, la Nina dovrebbe vivere il suo momento di massima intensità proprio alla fine dell’estate per poi scemare gradualmente entro il mese di novembre. La sua presenza per l’Italia si traduce con conseguenze ben note agli esperti: siccità invernale, mentre è scarsa l’incidenza estiva del fenomeno alle nostre latitudini.
Il fatto che comunque la proiezione planetaria indichi un generale ridimensionamento delle anomalie positive (ad eccezione di alcune zone) è già un elemento positivo.
Quanto ai risvolti precipitativi è davvero presto e aggiungiamo (anche) inutile fare qualunque ipotesi.
Autore : Alessio Grosso
