SPECIALE! Dall’Epifania arriva l’INVERNO vero, ma chi ne verrà colpito maggiormente?
Con l'Epifania terminerà questa fase tardo autunnale ed entreremo con buona probabilità nell'inverno vero, almeno per una decina di giorni. Ancora incerta la traiettoria della colata fredda che investirà l'Europa.
Finalmente si sblocca la situazione. L’inverno ha deciso di giocarsi le sue carte tra l’Epifania e la seconda decade di gennaio. La spinta dell’anticiclone verso la Groenlandia sarà determinante per assistere ad una poderosa colata d’aria fredda in direzione dell’Europa centrale e probabilmente anche del Mediterraneo. Ecco una carta che riassume in immagini quanto appena descritto:

Ma sarà lo stratwarming a determinare tutto questo? No, l’azione dello stratwarming, pur rilevante, non sarà tale da provocare una simile azione. Certo, è previsto un rallentamento dei venti zonali, ma il contributo a questa potenziale ondata di freddo (e/o di maltempo invernale) sarà prettamente troposferica, cioè si svilupperà nei piani bassi dell’atmosfera.
Nella mappa qui sotto si nota il previsto rallentamento indotto dai venti zonali a 30km di altezza ma la frenata non sarà tale da indurre un’inversione dei venti (dunque difficile che si riscontri una circolazione da est verso ovest).

L’indice NAO, (North Atlantic Oscillation) virerà invece in negativo dal primo gennaio e tale si manterrà per tutta la prima decade, salvo poi risalire nella seconda, ma per tutta questa decade un tale orientamento dell’indice si tradurrà in potenziali situazioni perturbate per la nostra Penisola:

Come si traduce tutto questo in previsioni concrete? Chi avvertirà i maggiori effetti da questo cambio di circolazione? Tutta l’Europa centrale e probabilmente anche l’Italia, sia pure in misura diversa. Ci sono varie opzioni: quella più clamorosa, con maltempo, freddo e neve a quote basse un po’ per tutti, sia pure in tempi leggermente diversi, eccola:

C’è però anche quella più prudente, che vede l’anticiclone non consentire più di un passaggio da nord, favorevole a freddo certamente per tutti ma con neve localizzata sul versante adriatico, settori alpini di confine e parte del meridione:

C’è da dire che la media degli scenari del modello europeo non si discosta troppo da questo tipo di evoluzione classica, anche se non vede l’anticiclone così invadente spingere da ovest, ma anzi restare di quinta sulle Isole Britanniche:

E’ chiaro che la situazione è ancora tutta da definire nei suoi dettagli, ma intanto era giusto far partecipi i lettori di questo “terremoto” barico. Ci sono ovviamente anche parte che mettono in evidenza un quasi “split”, cioè una divisione del vortice polare troposferico in due lobi e sicuramente questo tipo di ipotesi sono piuttosto estreme, ne vediamo comunque una prevista per il 9 gennaio, dove si nota il tentativo di contatto tra i due anticicloni in zona polare con masse d’aria miti in arrivo da due continenti diversi:

Ma qualche risvolto pratico? Ce lo suggerisce il modello europeo che vede già nella notte tra domenica 7 e lunedì 8 gennaio e la successiva mattinata, qualche nevicata anche in pianura (in verde) su diverse aree del settentrione:

Ovviamente al momento è solo una vaga ipotesi ma lo scenario barico che andremo a vivere non dovrebbe discostarsi molto da quanto proposto.
RIASSUMENDO
Fase invernale sull’Europa e sull’Italia dall’Epifania sin oltre la metà di gennaio. Attendibilità: 55-60% medio-alta per la distanza. Risvolti nevosi ancora tutti da valutare.