L’ESTATE SETTEMBRINA a metà mese, ma quanto durerà?
Un po' di estate ed un po' di caldo saranno ancora probabili a metà mese in Italia e sul Mediterraneo stante la rimonta dell'alta pressione. Vediamo quanto potrà durare con le ultime mappe a nostra disposizione.
Intorno alla metà del mese, e in particolare da martedì 16 settembre, il protagonista indiscusso sul palcoscenico meteorologico italiano sarà l’anticiclone.

Questa vasta area di alta pressione agirà come uno scudo protettivo, allontanando il flusso perturbato atlantico verso latitudini molto più settentrionali, fin sulla Scandinavia.
Anticiclone (o alta pressione): è un’area dell’atmosfera dove la pressione è più alta rispetto alle zone circostanti. L’aria al suo interno tende a scendere e a comprimersi, riscaldandosi e dissolvendo le nubi, regalando così giornate stabili e soleggiate.
Le conseguenze per l’Italia saranno evidenti: ci attende una fase caratterizzata da una quasi totale assenza di precipitazioni sulla maggior parte del territorio. Le giornate torneranno a essere ampiamente soleggiate, con al massimo qualche innocuo annuvolamento di passaggio sui settori alpini di confine. Non solo sole, ma anche un deciso aumento delle temperature, che si porteranno nuovamente al di sopra delle medie stagionali, in particolare sulle regioni del Centro e del Sud, dove si respirerà un’atmosfera da piena estate.
Quanto durerà questa tregua anticiclonica?
Questa parentesi di quiete e tepore, tuttavia, potrebbe non durare a lungo. Analizzando le proiezioni a più lunga scadenza, emerge un segnale di cambiamento piuttosto interessante. Sebbene la tendenza presenti ancora margini di incertezza, come è normale che sia a distanze previsionali impervie, la situazione potrebbe cambiare attorno al giorno 20. La mappa sinottica valida per venerdì 19 settembre suggerisce infatti un primo indebolimento della struttura anticiclonica.

Flusso atlantico: è la corrente principale di aria umida e spesso instabile che proviene dall’Oceano Atlantico e che pilota le perturbazioni verso l’Europa, influenzando pesantemente il meteo anche sull’Italia.
Notiamo un graduale abbassamento del flusso perturbato principale, che dalle latitudini scandinave punterebbe nuovamente verso l’Europa centrale e anche verso il nostro Paese. Questo non significa un immediato ritorno del maltempo diffuso, ma piuttosto un primo, significativo cedimento della fortezza anticiclonica.
Un nuovo cambiamento all’orizzonte
L’eventuale indebolimento dell’alta pressione aprirebbe la porta a un ritorno di condizioni più variabili, se non instabili. Le prime regioni a risentire di questo cambiamento potrebbero essere quelle settentrionali e, a seguire, quelle centrali. Su questi settori il rischio di piovaschi e locali temporali tornerebbe ad aumentare, accompagnato da un fisiologico calo delle temperature che ci riporterebbe verso valori più consoni al periodo. L’alta pressione, pur attenuandosi, potrebbe invece resistere più a lungo al Sud e sulle Isole Maggiori, dove i fenomeni continuerebbero a essere scarsi o del tutto assenti, almeno in una prima fase.
Siamo dunque di fronte a un vero e proprio braccio di ferro tra le ultime vampate dell’estate e i primi, timidi ma inesorabili, segnali dell’autunno. La metà di settembre ci regalerà con ogni probabilità una parentesi di sole e caldo quasi estivo, ma l’atmosfera sembra già intenzionata a ricordarci che la stagione della quiete sta per cedere il passo a un periodo ben più dinamico e interessante.