Inverno e NEVE: l’anticiclone li vorrebbe cancellare a gennaio, ci riuscirà?
Inverno di nuovo KO già prima dell'Epifania? Modelli molto divisi, ma la situazione più semplice e statistica è sempre a portata di mano e vedrebbe nuovamente l'inverno al tappeto nel Mediterraneo e sull'Italia.
Tourists ski on a thin layer of snow back to the resort of Leysin, Swiss Alps, on December 28, 2015. In a season traditionally associated with ice-skating, snowball fights and mulled wine in wintry Europe, birds are chirping, flowers blooming and fake snow covering Alpine ski slopes in one of the warmest Decembers on record. / AFP / FABRICE COFFRINIFABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images ORG XMIT:

L’inverno prova a farsi spazio, ma l’anticiclone sembra avere altri piani. Dopo le prime schermaglie fredde di fine anno, i modelli iniziano a mostrare un cambiamento piuttosto netto proprio a ridosso dell’Epifania: la corrente a getto potrebbe infatti tornare a correre più forte già dal 3-4 gennaio, rimescolando le carte e impedendo al freddo di abbracciare l’Italia in modo deciso.
Non tutti i modelli chiaramente sono d’accordo ovviamente, come si nota in questa emissione sviluppata con l’intelligenza artificiale da GFS e prevista per il 2-3 gennaio 2026, dove si nota un affondo perturbato notevole sull’ovest del Continente, che porterebbe neve a quote molto basse al nord:

Secondo le ultime analisi però, il jet stream già protagonista della prima fase di dicembre per aver introdotto aria molto mite su tutta l’Europa, potrebbe nuovamente accelerare, favorendo la rimonta dell’alta pressione sull’Europa occidentale, alternata magari ai soliti passaggi piovosi in un contesto mite.
Questo infatti è il quadro barico più probabile sul quale stanno puntando molti modelli:

Se tutto questo avvenisse si avrebbe un effetto immediato: il ramo del vortice polare che proverà a più riprese tra fine anno e il 4 gennaio 2026 a calarsi verso l’Europa meridionale, scorrerà sui Balcani, lasciando il nostro Paese ai margini di ogni irruzione fredda.
Chi potrebbe ancora sentire il freddo?
In questo contesto, soltanto il versante adriatico potrebbe essere ancora sfiorato, a tratti, da correnti più fredde in arrivo da nord-est. Nulla però che assomigli a una vera ed intesa ondata invernale strutturata: si tratterebbe di episodi brevi, certo magari associati a colpi di venti, sbalzi termici e qualche nevicata in Appennino a quote basse tra il 28-29 e il 31 dicembre, ma destinati a perdere forza qualora l’anticiclone riprendesse il controllo.
Verso l’Epifania: ritorno dei venti occidentali
La tendenza dal 3-4 gennaio e soprattutto per l’Epifania sembra votata alla distruzione del progetto invernale, anche se è la data ancora lontana e non è ancora certa (attendibilità 55-60%): il tutto determinerebbe il ripristino dei venti occidentali, temperature in rialzo e un generale ritorno a condizioni più miti e stabili. Un copione che, a conti fatti, ricorda molto da vicino quello degli ultimi anni, con un inverno che tenta di partire ma finisce spesso per rimanere in panchina.
Un inverno in fotocopia
La stagione 2025-2026 sta infatti mostrando dinamiche già osservate in passato: un vortice polare piuttosto compatto e una corrente a getto vivace attorno alle medie latitudini ma spesso disturbato dall’alta pressione, con il freddo lontano da noi. Il risultato è un inverno che fatica a decollare, caratterizzato da lunghe fasi insignificanti.

