11:32 13 Marzo 2026

FREDDO mercoledì 18: le zone coinvolte

Divergenza modellistica sull'inserimento di aria fredda da est prevista tra martedì 17 e mercoledì 18 sull'Italia.

FREDDO mercoledì 18: le zone coinvolte

Aria fredda da est: i modelli non concordano sul bersaglio

Tra martedì 17 e giovedì 19 marzo l’Europa centro‑meridionale potrebbe tornare a fare i conti con un afflusso di aria più fredda dai quadranti orientali. La dinamica è ormai chiara: una circolazione antizonale, cioè opposta al flusso atlantico, tende a riproporsi sul Mediterraneo, ma la traiettoria esatta del nocciolo freddo rimane oggetto di divergenza modellistica.

GFS: freddo più incisivo al centro‑sud, specie sul versante adriatico

Secondo il modello americano, l’aria fredda riuscirebbe a scivolare con maggiore decisione verso il bacino centrale del Mediterraneo, coinvolgendo soprattutto:

  • Marche, Abruzzo, Molise e Puglia
  • Appennino centrale e meridionale

In questo scenario, la ventilazione orientale favorirebbe un calo termico più marcato lungo l’Adriatico, con isoterme negative a 850 hPa capaci di riportare qualche nevicata in Appennino fino a 700-900 metri, localmente anche più in basso nei settori più esposti. Si tratterebbe comunque di fenomeni sparsi e non particolarmente organizzati, ma sufficienti a dare un sapore tardo‑invernale alla seconda metà della settimana.
Ecco la mappa che certifica l’ingresso del freddo secondo GFS su base grafica Meteologix:

ECMWF: raffreddamento più settentrionale, ma senza effetti rilevanti

Il modello europeo propone invece una dinamica differente: l’aria fredda resterebbe più addossata al Nord Italia e marginalmente sul medio Adriatico, con un raffreddamento:

  • più esteso al settentrione
  • più contenuto in termini di intensità
  • privo di effetti significativi sul fronte precipitativo

In questo caso, il calo termico si avvertirebbe anche in pianura Padana, ma senza particolari risvolti: cieli spesso grigi, specie ad ovest, ventilazione orientale e temperature ridimensionate, ma senza neve né fenomeni degni di nota.
Ecco la mappa che certifica l’ingresso del freddo al nord secondo ECMWF su base grafica Meteologix:

Chi avrà ragione?
La media degli scenari sposa maggiormente l’ipotesi di GFS, che vede il freddo raggiungere soprattutto il medio e basso Adriatico mercoledì 18. L’attendibilità attuale è del 55%

E dopo il 20 marzo? Possibili nuovi “spifferi” da est

Entrambi i modelli, pur con sfumature diverse, intravvedono la possibilità che la circolazione orientale possa riproporsi anche dopo il 20 marzo. Si tratterebbe di nuovi impulsi freddi, probabilmente deboli o moderati, inseriti in un pattern che tende a mantenere l’Europa meridionale sotto correnti anti zonali.

È però prematuro avallare una linea di tendenza così prolungata: la distanza temporale e la natura stessa delle irruzioni da est, spesso soggette a variazioni improvvise, impongono cautela.

DA SAPERE

  • Tra 17 e 19 marzo è atteso un afflusso di aria fredda da est, ma i modelli divergono.
  • GFS punta su un coinvolgimento più deciso del centro‑sud adriatico, con neve in Appennino fino a 700-900 m.
  • ECMWF vede invece un raffreddamento più marcato al Nord, ma senza fenomeni rilevanti.
  • La media degli scenari sposa maggiormente l’ipotesi di GFS con attendibilità attuale del 55%
  • Dopo il 20 marzo potrebbero arrivare altri impulsi freddi orientali, ma la tendenza resta incerta.