Final Warming precoce, cosa succederà in Europa e in Italia
Inverno già finito in stratosfera, molto in anticipo sulla tabella di marcia. Conseguenze dirette in Europa nella seconda metà di marzo!

L’alta pressione è in difficoltà e lo dimostrano le intrusioni di aria instabile atlantica nel cuore del Mediterraneo, dove portano addensamenti e locali fenomeni (perlopiù al centro-sud). Nei prossimi giorni l’alta pressione continuerà a barcollare, ma il colpo di grazia potrebbe arrivare dopo metà marzo, quando l’atmosfera comincerà improvvisamente a vivacizzarsi.
Questo campo di alta pressione, che domina in Italia dal 22 febbraio, non deve trarci in inganno. L’inverno non è ancora terminato, sia dal punto di vista astronomico che sul lato pratico, per non dimenticare che ci troviamo nel mese più pazzerello dell’anno, dove il tempo può cambiare da un momento all’altro senza preavviso.
Ma la vera mina vagante è il final warming avvenuto ad inizio marzo, il vero colpo di scena di quest’ultimo periodo. Quest’anno il riscaldamento finale della stratosfera è arrivato in netto anticipo, soprattutto se consideriamo gli ultimi anni in cui si palesava tra fine marzo e aprile. Stavolta il vortice polare stratosferico ha preferito abbandonare la scena, per varie concause e dinamiche complesse (strettamente legate alla circolazione dell’aria in troposfera): le conseguenze saranno imprevedibili a scala locale con così largo anticipo, ma su macro-scala è chiaro che il tempo diverrà ancor più dinamico.
Il final warming solitamente porta effetti diretti sull’emisfero boreale dopo 2-3 settimane, poiché bisogna attendere che il riscaldamento si propaghi verso il basso sul polo nord. Gli effetti saranno i soliti di ogni finale d’inverno: tantissima dinamicità, rischio di perturbazioni e incursioni fredde alle basse latitudini e tempo, per l’appunto, pazzerello.
Di seguito sono visibili le temperature previste nelle prossime due settimane in stratosfera. Le temperature sono nettamente più alte in corrispondenza del polo nord: Il vortice polare stratosferico si è fermato, o per meglio dire c’è stata l’inversione dei venti che sancisce la fine della stagione invernale (in alta quota):

Subito dopo metà marzo, infatti, il rischio di ondate di maltempo aumenterà sensibilmente in Italia. I principali centri di calcolo fiutano l’arrivo di nuove perturbazioni nord-atlantiche, sostenute da aria fredda di matrice polare-marittima, pronta a riportare anche la neve in montagna.
Tra la terza decade di marzo e l’avvio di aprile, proprio in concomitanza con le feste di Pasqua, il tempo rischia di rivelarsi spesso perturbato e più freddo del solito. Chiaramente gli sbalzi di temperatura non mancheranno, soprattutto in presenza dei tiepidi venti di scirocco e piccole incursioni dell’alta pressione subtropicale.
Insomma, in stratosfera l’inverno è terminato, più in basso ancora no.
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