Saccatura poco incisiva? Il fronte fa l’archetto
Ecco cosa accade quando un fronte non è sostenuto da una saccatura significativa.
Una saccatura modesta difficilmente è in grado di pilotare un fronte a superare con grinta un ostacolo orografico presentando i fenomeni in maniera diffusa ed estesa.
E’ il caso di tanti fronti che abbiamo osservato giungere sul settentrione negli ultimi 20 anni nelle mezze stagioni: la deformazione operata dall’arco alpino provocherà una dispersione dei fenomeni che disegneranno una sorta di archetto.
Prima si presentano generalmente abbastanza compatti tra Valle d’Aosta, alto Piemonte, alta Lombardia, Canton Ticino, poi spesso saltano molte zone di pianura piemontesi e lombarde e tutta la Liguria (sempre che con il Libeccio non nasca un marittimo locale sul levante o si generi qualche cellula temporalesca in Appennino). Infine si ripresentano su est Lombardia e Triveneto, risultando più intensi su Alpi, Prealpi e Friuli Venezia Giulia.
Solo la rotazione del vento a nord, specie se sopraggiunge aria fredda e secca in quota, può generare qualche temporale da "stramazzo" anche in aperta pianura lombarda e piemontese, sollevando l’aria caldo-umida che eventualmente ivi ristagnava.
La sorte del fronte è comunque quella di scivolare lungo l’Adriatico, attenuato, interessando maggiormente l’area balcanica.
Autore : Alessio Grosso