Come sfuggire ad un’eruzione vulcanica…
Diversi fenomeni possono annunciare un’emergenza vulcanica per cui la Protezione Civile riesce a far evacuare in tempo il territorio.
Lungo una linea di rottura della superficie terrestre sono situati i vulcani, nell’interno dei quali è contenuto materiale roccioso allo stato fuso, gas e vapori. Nel momento in cui si verifica un’eruzione questo materiale incandescente con vapori velenosi e gas (la lava) viene proiettato all’esterno e, scendendo lungo i pendii del vulcano, distrugge tutto ciò che incontra.
Le aree a maggior rischio vulcanico in Italia sono: area vesuviana, Ischia, Stromboli, Vulcano, Campi Flegrei, Etna, centri eruttivi di Pozzuoli, Isole Eolie, Pantelleria. I vulcani possono essere attivi come l’Etna, spenti (Colli Albani), quiescenti come il Vesuvio che rappresenta per le aree circostanti un alto rischio.
Nel caso in cui l’allarme sia anticipato è necessario che gli abitanti si attengano alle indicazioni sul comportamento da tenere, annunciato dai mezzi di comunicazione. Talvolta è possibile contenere gli effetti della colata lavica deviandone il corso con cariche esplosive, come è stato fatto sull’Etna.
A volte un vulcano può eruttare all’improvviso senza segnali premonitori e con tale violenza da far apparire le situazione senza scampo. Se trovandosi in prossimità di un vulcano si notano segnali premonitori è opportuno allontanarsi immediatamente perchè se dovesse verificarsi l’eruzione il panico che si genera tra la gente e la mancanza di mezzi di trasporto renderà difficile la fuga.
Se invece si è sorpresi da un’eruzione è opportuno fuggire anche a piedi verso la strada più vicina che ci allontani in fretta dalla zona. Se la minaccia è costituita da rivoli di lava bisogna salire più in alto e con qualunque cosa proteggere la testa dai pezzi di roccia che rotolando possono colpirci. Un fazzoletto bagnato aiuterà a filtrare fumo, gas e polvere.
E’ necessario proteggere gli occhi con occhiali ed indossare indumenti pesanti. E’ prudente non rifugiarsi in fabbricati per il pericolo che sotto l’impatto dei detriti i tetti possano crollare. Se capitasse di trovarsi in un “flusso piroclastico”, come gli scienziati chiamano l’insieme di polvere e gas bollente che rotola dal vulcano a 16O Km/h, l’unica cosa da fare è individuare un corso d’acqua e tuffarvisi trattenendo il respiro per alcuni secondi poichè la nuvola passa velocemente.
Ad un’eruzione possono seguire, dopo un periodo di tregua, altre eruzioni anche più violente. I segnali di allarme Le eruzioni più terrificanti sono precedute da fenomeni che le anticipano e che possono durare anche settimane:
1) aumento dell’attività sismica
2) formazione di fessure
3) rumori che giungono dal vulcano
4) i fiumi emanano odore di zolfo
5) si nota sulla montagna una nuvola di vapore
6) precipitazione di piogge acide
7) polvere di pomice nell’aria
8) il vulcano emana cenere calda e gas.
Autore : Alessio Grosso