Se non nevica in pianura, la neve in montagna…non dura
Considerazioni sull'ondata di maltempo che si sta esaurendo.

Eh si, questo vecchio proverbio bergamasco mette in luce il fatto che le nevicate anticipate non fanno la storia stagionale; o meglio spesso possono essere un cattivo presagio per la stagione invernale incombente.
Cosa sarebbe successo però se questo nocciolo freddo fosse arrivato solo a metà novembre? Le cose sarebbero andate sicuramente in modo diverso. La neve avrebbe abbracciato non solo le Alpi ma anche gran parte della Valpadana oltre che l’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano.
Un episodio settembrino invece dipinge sulle Alpi panorami spettacolari con l’erba ancora verde del fondovalle che stacca nettamente con il bianco brillante delle quote superiori.
Meravigliose suggestioni ma niente di più, in pochi giorni tutto tornerà brullo e solo oltre i 2200 m il ricordo dei fiocchi caduti rimarrà più a lungo.
Ora ci si interroga se sia o meno arrivato il momento di una relativa stabilità dopo tante precipitazioni che hanno creato problemi ai prodotti agricoli e in particolare alla vendemmia.
Bisogna però sperare che dopo una fase così propizia per le precipitazioni non ne subentri una eccessivamente secca.
Perchè il trend ormai è proprio questo: si passa da una lunga fase piovosa ad una altrettanto siccitosa.
In ogni caso non possiamo che rallegrarci nel vedere le nostre montagne ammantate di bianco; un dono sempre più raro quello della neve, da assaporare intimamente.
Autore : Alessio Grosso
