21:40 23 Luglio 2023

EVENTI ESTREMI? Nessuno si ricorda dei 36 morti di Venezia del 1970…e di tante altre tragedie estive!

Il drammatico evento tornadico dell'11 settembre 70 a Venezia con ben 36 morti è solo uno dei tantissimi eventi estremi occorsi in Italia durante l'estate e che tutti hanno dimenticato.

EVENTI ESTREMI? Nessuno si ricorda dei 36 morti di Venezia del 1970…e di tante altre tragedie estive!

Immagini drammatiche dal Milanese e dal Ravennate, da molti paesi colpiti dalla grandine e dal vento dei "downburst" di questi giorni, e poi il grande caldo nel sud, con i gradi che non si contano più. Sembra tutto impazzito, tutto estremo, tutto mai visto.

Invece l’abbiamo visto eccome nel passato, tornado più o meno pericolosi, temperature da forno non misurate perchè non c’erano le stazioni, raffiche di vento violentissime in uscita dai temporali che abbattevano pali della luce ed alberi, grandine di mezzo metro tale da determinare l’intervento delle ruspe come per spalare la neve.

Negli ultimi 60 anni gli eventi atmosferici estremi sono stati molti di più di quanto non si creda, saranno anche aumentati, perchè fa effettivamente più caldo, ma soprattutto ne è stata aumentata esponenzialmente la documentazione, grazie a telefonini e social.

Tra i tanti, perchè ce ne sono veramente tanti, ne ricorderò solo uno, ma pazzesco, che se fosse successo oggi, non smetteremmo di parlarne per settimane, accusandone l’uomo e il riscaldamento globale.

Siamo in anni non sospetti: 11 settembre 1970, una data nefasta quell’11 settembre, anche per l’Italia, eppure nessuno si ricorda cosa sia successo, persino molti veneziani nati negli anni successivi, perchè la memoria storica della gente sul tempo è scarsa.

L’11 settembre 1970 un terribile tornado classificato come F4 sì formò sui Colli Euganei, raggiungendo poi Venezia e le zone circostanti. La tromba d’aria si generò intorno alle 20:45 e puntò ad est, verso i comuni di Padova, Albignasego, Ponte di S. Nicolò, Abano Terme e Selvazzano. Poi si diresse in provincia di Venezia colpendo Tombelle, Fossò, Camponogara e Giare di Mira.

Trentasei morti e danni incalcolabili!
Inizialmente si contarono oltre 200 case scoperchiate, e almeno 50 andarono totalmente distrutte, ma i disastri non erano ancora finiti.
Il tornado proseguì la sua corsa, raggiungendo la fermata del vaporetto di Sant’Elena, dove ribaltò un motoscafo dal peso di 22 tonnellate. Qui morirono 21 persone, molte per annegamento.
Ma il vortice non si fermò ancora, e scaricò la propria furia su due camping locali: uno si trovava a Fusina, l’altro a Ca’Savio (ore 21:40). Ci furono altre tredici vittime e oltre 140 feriti.
Il totale delle vittime fu di 36 morti e circa 500 feriti, oltre ai danni incalcolabili che il tornado provocò alle infrastrutture. Il patriarca Luciani accorse sui luoghi della catastrofe.

Questa è la cronaca di un singolo evento, ma il nord-est di eventi del genere, pur leggermente meno gravi, ne ha vissuti da scriverne un tomo da 500 pagine, dai tornado di Bibione all’alluvione di Tarvisio, eppure sembra che ciò che accade oggi sia il frutto di una catastrofe biblica senza precedenti.

In realtà potrà diventarlo se nei prossimi anni non cambieremo mentalità sul tempo, a cominciare dai giornalisti che NON NE SANNO NULLA e si lanciano in commenti ridicoli e risibili, mentre dovrebbero fare corsi accelerati di aggiornamento su come si sviluppano i fenomeni atmosferici, e poi la scuola, come negli STATES, studiare come si affronta un nubifragio, un tornado, una tromba marina, una mareggiata in spiaggia, un temporale nel bosco, mentre nessuno sa niente e la gente continua a morire maledicendo la natura scatenata.

Lo diciamo oggi perchè effettivamente se le temperature si alzeranno ancora, e lo faranno se la natura ha deciso che questo sarà il trend, fenomeni del genere diverranno la quasi normalità. E volenti o nolenti ci dovremo convivere, ma con la formazione (che può avvenire anche nelle aziende) saremo certamente più preparati.

Autore : Alessio Grosso