00:00 10 Maggio 2013

Le brezze: perchè preferiscono la stagione calda?

Pomeriggi estivi mitigati dal vento, giornate invernali con aria ferma e stagnante, spesso satura di inquinanti. Perchè queste differenze così evidenti tra estate e inverno?

Le brezze: perchè preferiscono la stagione calda?

In primavera e in estate l’aria si muove di più rispetto all’autunno e all’inverno, almeno a carattere locale. Ma sono proprio i venti locali, quasi costanti, che si fanno sentire di più. Immaginate una calda giornata estiva, mitigata dalle ben note brezze che arrivano dal mare. 

La brezza marina, come tutti gli altri tipi di brezza (di monte, di valle) è appunto un vento locale, ossia non interessa porzioni di territorio vaste cosi come fanno i venti sinottici, ma nasce perché si creano differenze di temperatura minime (pochi gradi) fra due porzioni di territorio molto vicine.

Nel caso delle brezze costiere (mare o lago) gioca un ruolo determinante la differenza di temperatura tra il mare, fresco, e la terraferma, calda. Nei mesi di aprile, maggio e giugno mari e laghi sono ancora abbastanza freschi; nelle belle e calme giornate di sole la terraferma si scalda molto velocemente, di conseguenza si crea una differenza di temperatura che può essere colmata solo portando aria fresca dal mare o dal lago verso la costa, ossia facendo nascere tesi venti di brezza.

Meccanismi simili riguardano le brezze di monte e di valle, solo che in questi casi i tempi di riscaldamento del pendio montano e della vallata sono simili; la differenza di temperatura è dovuta semplicemente alle diverse quote alle quali si trovano queste due porzioni di territorio.

E in inverno? L’incidenza del riscaldamento solare è molto minore, pertanto anche le brezze risultano più deboli, irregolari e stemperate, spesso addirittura assenti. Questo perchè non entrano in gioco sigificative differenze di temperatura giornaliere tra acque e terraferma, oppure tra cime e vallate. Più debole è anche il rimescolamento verticale delle masse d’aria vicine al suolo.

In questa stagione prevalgono dunque i venti sinottici, dove giocano un ruoo fondamentale le differenze di temperatura e di pressione tra vaste zone marittime o continentali, tra nord e sud dell’emisfero. Venti a volte anche molto forti, ma sicuramente molto meno frequenti delle quasi quotidiane, care e gradite brezze estive.

Autore : Luca Angelini