16:52 12 Gennaio 2024

Rosa e Olindo: la strage di Erba non fu opera loro?

La strage di Erba è uno dei casi di cronaca nera più controversi e misteriosi della storia italiana. Il 11 dicembre 2006, quattro persone vengono brutalmente uccise in una palazzina di Erba, in provincia di Como. I presunti autori del massacro sono i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo in primo e secondo grado, ma che si dichiarano innocenti e chiedono la revisione del processo. Qual è la verità dietro questa vicenda? Quali sono le prove, le testimonianze, e le incongruenze che hanno alimentato il dibattito e le polemiche? In questo articolo, analizzeremo i fatti, le riflessioni, e i dubbi che circondano la strage di Erba, cercando di fare chiarezza su uno dei gialli più intricati e sconvolgenti del nostro paese.

PREMESSA
La strage di Erba è stato un caso di omicidio plurimo commesso a Erba, in provincia di Como, l’11 dicembre 2006. La strage sarebbe stata compiuta dai coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, che uccisero a colpi di coltello e spranga Raffaella Castagna, il di lei figlio Youssef Marzouk, la di lei madre Paola Galli e infine la vicina di casa Valeria Cherubini.

Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati condannati all’ergastolo per i fatti dell’11 dicembre 2006, ma sul caso negli anni non sono mancati sviluppi. L’ultimo ha visto la Corte d’Appello di Brescia ammettere il ricorso della coppia. Udienza fissata per l’1 marzo: i giudici decideranno sull’istanza di revisione. Intanto i due sono in due strutture detentive diverse e avrebbero a disposizione due incontri al mese. Lui dice: “Spero di uscire e avere un futuro con Rosa”

Recentemente, Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno scritto una lettera al Tg1 in cui dichiarano la loro innocenza e accusano criminali di aver fatto tutto questo per la droga.

RIFLESSIONI
Le confessioni di Rosa Bazzi e Olindo Romano appaiono sin da subito veramente strane all’opinione pubblica. Sembra quasi che recitino un copione scritto e che raccontino le cose in modo tanto freddo, tanto poco credibile. Stupisce infatti come due persone di cultura così modesta siano riuscite a compiere gli atti omicidi con la precisione di un killer consumato, che non lascia praticamente tracce del suo passaggio: la casa pulita, una sola macchiolina di sangue in auto sul battitacco (presunta) e un passato con qualche lite, con qualche accusa di essere un po’ strambi (nel caso di Rosa) ma nulla più.

Per molti Rosa e Olindo sono apparsi come capro espiatorio, per dare in pasto all’opinione pubblica la soluzione del giallo in tempi stretti e chiudere il caso, sfruttando la scarsa stabilità psichica ed emotiva della coppia che, evidentemente per paura, ha preferito trovare rifugio tra le mura di un carcere, perché la vita per loro al di fuori di lì sarebbe potuta diventare maledettamente complicata.

“Olindo Romano e Rosa Bazzi sono in carcere da innocenti” queste le parole lapidarie di Cuno Tarfusser, sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano.

LA SCENA DEL DELITTO
Nell’appartamento della Castagna, vengono ritrovati nel corridoio proprio il corpo di Raffaella, colpita a sprangate ed accoltellata, e subito dopo il corpo della madre Paola Galli. Sul divano del soggiorno ecco il cadavere del bimbo Youssef Marzouk. Al piano superiore è stato rinvenuto il corpo di Valeria Cherubini, moglie di Mario Frigerio.

I DUBBI
Sono stati messi in evidenza tutti gli errori investigativi e processuali che hanno portato a pronunciare la pena dell’ergastolo nei confronti dei coniugi Romano ed è stata chiesto alla Corte d’Appello di Brescia di analizzare le nuove consulenze tecniche che dovranno far luce sugli elementi prodotti dalla difesa.
Si chiede inoltre di giudicare come inattendibile la testimonianza di Mario Frigerio, che avrebbe riconosciuto in Olindo il suo aggressore.

Nella palazzina di via Diaz non si trova però nulla di riconducibile a Rosa e Olindo e neppure nel camper. L’unica traccia è quella rinvenuta sul battitacco dell’auto di Olindo, l’unica, nella loro casa il NULLA.
Strano no? Addirittura si viene a sapere che la perquisizione dell’auto era stata eseguita da uno dei carabinieri senza aver minimamente indossato i calzari. Ecco allora che si pensa subito ad una contaminazione dell’ambiente. Ma si va avanti lo stesso…

Mario Frigerio nei primi interrogatori parlava di un aggressore alto, straniero, forte come un toro, poi virò, probabilmente imboccato dal maresciallo, verso la persona di Olindo Romano.
I coniugi Romano, incapace di fare una deposizione credibile di colpevolezza, furono aiutati con un testo da leggere: il primo fu Olindo, poi fu resa confessione anche da Rosa.

Il tutto si sarebbe svolto in soli 15 minuti: hanno ucciso tutti, appiccato l’incendio, nascosto tutto, lavati, cambiati e belli puliti si sono presentati alle forze dell’ordine. Che geni! Il delitto perfetto.
La sera dell’omicidio oltretutto loro si erano recati da Mc Donald e hanno anche conservato lo scontrino.

COSA ACCADRA’ ORA?
La Procura chiede a se stessa di smentirsi e questo è già un segnale che Rosa e Olindo siano quasi certamente vittime di un errore giudiziario.
Si andrà quindi verso la revisione del processo, che di per sé è già un fatto straordinario.
Quello che accadrà successivamente sarà oggetto di una morbosa attenzione mediatica.