00:00 2 Marzo 2023

METEO: interazione ARTICO-ATLANTICO la prossima settimana, che cambiamenti in Italia!

Non ci sono più dubbi sul marcato stravolgimento barico nei settori polari e sub-polari: il riscaldamento stratosferico avvenuto nelle ultime settimane, unite ad una forte fase della Madden Julian Oscillation (MJO, che sta ad indicare una fase di marcata instabilità tra oceano Indiano e Pacifico), porteranno ad un concreto decentramento del vortice polare su tutta l’Eurasia. 

Insomma gran parte dell’aria gelida polare si coricherà ad est, dalla Siberia orientale all’Europa settentrionale, mentre sulle restanti regioni polari avremo una minor presenza di depressioni fredde e maggiori aree di alta pressione. 
Cosa porterà questo scombussolamento barico? Innanzitutto avremo un sensibile raffreddamento su tutta l’Europa settentrionale ed orientale, dopodiché l’aria fredda tenderà a sfociare ad ovest, ovvero sull’Atlantico settentrionale. Quest’aria gelida non può e non potrà raggiungere l’Italia in maniera diretta, trattandosi di una massa gelida troppo imponente che, per ragioni termodinamiche, non sarebbe assolutamente in grado di scendere così tanto di latitudine.

Però questo non significa che tutto questo non porterà effetti in Italia, tutt’altro! L’aria fredda sfocerà, come detto, in Atlantico e qui darà vita a varie depressioni colme d’aria fredda e instabile destinate a muoversi su Francia e Italia. Queste depressioni, a partire da lunedì 6 marzo, riporteranno un regime instabile sull’Italia, dettato dalle correnti da ovest che traghetteranno umidità e preziose piogge. Insomma andiamo incontro ad una classica interazione ARTICO-ATLANTICO che potrebbe finalmente premiare lo Stivale in termini di precipitazioni.

Il maltempo riguarderà principalmente il versante tirrenico ed il nord: proprio su questi settori il modello americano GFS propone quantitativi di pioggia degni di nota nel corso della prossima settimana. Col ritorno delle perturbazioni nord-atlantiche torneranno anche le correnti di libeccio che porteranno ad un inevitabile aumento delle temperature su gran parte d’Italia, specie al centro e al sud. La neve, di conseguenza, scenderebbe solo in alta quota.

Autore : Raffaele Laricchia