11:49 21 Maggio 2026

NEVE emisfero nord: lieve ripresa tardiva a maggio

L'innevamento stagionale nell'emisfero nord. Le Alpi hanno sofferto un aprile caldo.

Il grafico mostra l’estensione della copertura nevosa nell’emisfero nord (in milioni di km²) dal luglio 2005 al maggio 2026. Si nota il classico ciclo stagionale:

  • Minimo estivo tra luglio e settembre, quando la neve quasi scompare.
  • Crescita rapida da ottobre, con il massimo tra gennaio e febbraio, quando l’estensione supera spesso i 45–50 milioni di km².
  • Declino primaverile da marzo ma con lieve ripresa tardiva a maggio.

La linea rossa evidenzia l’anno in corso (2025‑2026): al 20 maggio 2026 la copertura nevosa è di 14,78 milioni di km², in linea con la media degli ultimi anni, ma leggermente inferiore ai picchi del decennio 2010‑2020, quando la neve primaverile tendeva a persistere più a lungo.

Tendenze climatiche

Nel lungo periodo si osserva una variabilità interannuale piuttosto marcata, ma anche una lieve tendenza alla riduzione dell’estensione media invernale. Questo riflette:

  • inverni più miti in Eurasia e Nord America,
  • ritiri più precoci del manto nevoso primaverile, quest’anno soprattutto in aprile,
  • e una maggiore instabilità delle masse d’aria artiche, che alternano fasi di espansione e contrazione.

In sintesi

Il 2025‑2026 si colloca nella fascia media della serie storica: non un anno estremo, ma comunque significativo per il rapido calo primaverile. Il dato di maggio (14,78 × 10⁶ km²) pur in lieve ma tardiva ed effimera ripresa (specie sulle Alpi), conferma che la stagione di fusione è ormai avanzata e che la neve residua è concentrata soprattutto in Siberia, Groenlandia e Canada settentrionale.