10:12 9 Marzo 2026

Teheran: “piove petrolio” ma è davvero così?

Teheran: “piove petrolio” ma è davvero così?

L’immagine è potente, gocce scure, odore di carburante ovunque, ma non sta davvero piovendo petrolio dal cielo. Il petrolio non può evaporare, salire in atmosfera e ricadere come fa l’acqua. Allora cosa succede?
Le esplosioni e gli incendi di depositi di carburante liberano nell’aria:

  • fuliggine molto fine (particelle di carbonio),
  • micro-gocce di oli combusti,
  • vapori di idrocarburi pesanti.

Queste sostanze non evaporano, ma vengono trasportate dal vento come aerosol, cioè minuscole particelle sospese nell’aria.
Le gocce d’acqua che si formano nelle nubi o nella nebbia si aggregano attorno alle particelle presenti nell’aria. È un processo naturale chiamato scavenging o lavaggio atmosferico.
Se l’aria è piena di residui di combustione, le gocce inglobano fuliggine, catturano micro-gocce oleose, trascinano a terra composti organici volatili. Il risultato è una pioggia contaminata, scura, oleosa, dall’odore fortissimo di carburante.
La nube tossica deriva da:

  • incendi di carburante,
  • infrastrutture energetiche colpite,
  • fumo densissimo che avvolge la città,
  • ospedali e popolazione in difficoltà respiratoria .

In queste condizioni, basta una pioviggine o anche solo condensa per far precipitare al suolo ciò che l’aria non riesce più a trattenere.
Quello che cade è una combinazione di: acqua, fuliggine, residui oleosi, particelle di combustione, composti organici irritanti.

Gli idrocarburi leggeri e i gas irritanti:

  • passano facilmente attraverso fessure e ventilazioni,
  • non vengono filtrati bene dalle mascherine comuni,
  • si percepiscono anche a concentrazioni molto basse.

Ecco perché, come raccontano i testimoni, “non si riesce a respirare nemmeno in casa”.

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