Possibile NEVICATA in Valpadana il 18 febbraio
Un'irruzione fredda post‑San Valentino potrebbe creare le condizioni per un episodio nevoso di fine inverno: i modelli confermano il raffreddamento, ma l'incastro per la neve non sarà facile.

L’inverno prova a rialzare la testa proprio quando il calendario inizia a voltargli le spalle. Subito dopo San Valentino, infatti, la modellistica intravede una moderata irruzione di aria fredda di matrice artica-marittima, capace di riportare termiche pienamente invernali, segnatamente al nord. Un raffreddamento che, se agganciato da un successivo richiamo umido da sud-ovest, potrebbe trasformarsi in un episodio nevoso quasi tardivo, con un picco potenziale attorno al 18 febbraio.
Una dinamica complessa: freddo in ingresso, poi il possibile “rimbalzo” perturbato
La convergenza modellistica sull’arrivo di più impulsi freddi è ormai solida: diversi centri di calcolo confermano un corridoio da nord-ovest che convoglia aria più rigida verso il Mediterraneo. Il punto critico, però, è un altro: al freddo in arrivo andrà a sovrapporsi una corrente più mite e umide di Libeccio o Scirocco, capace di generare precipitazioni diffuse e, in presenza di cuscinetto padano, anche nevose?
Ed è proprio qui che la modellistica mostra tutta la sua incertezza. La neve sul catino padano compare e scompare a seconda delle emissioni, cambia giorno, si sposta dal 17 al 18, talvolta al 19. Una danza caotica che riflette la difficoltà di incastrare due elementi raramente sincronizzati: freddo al suolo e umidità in arrivo da sud-ovest.
Il modello “estremo”: -6°C a 1500 m e 10 cm in pianura
Tra le varie simulazioni, una in particolare ha attirato l’attenzione degli appassionati: il noto modello ECMWF realizzato con l’intelligenza artificiale che, in un’emissione probabilmente un po’ estrema, propone valori termici da neve piena in Valpadana, con isoterme fino a -6°C a 1500 metri, lo vediamo sulla base di questa elaborazione grafica di Meteociel:

e una depressione in risalita dal Mar Ligure che sarebbe capace di scaricare:
- anche 10 cm di neve bagnata su gran parte delle pianure del Nord
- accumuli più consistenti su Appennino ligure, Alpi Marittime ed Emilia occidentale
Una configurazione che, seppur estrema, non nasce dal nulla: trova infatti una base fisica nella disposizione delle onde atmosferiche, con un alternarsi di impulsi nord-occidentali e successivi rimbalzi sud-occidentali, tipici delle fasi finali dell’inverno, qui i risvolti nevosi, sempre su base grafica Meteociel:

I tratti bianchi in diagonale indicano le nevicate, la scala di colore l’intensità delle precipitazioni previste per la mattinata del 18 febbraio. Non prendetele chiaramente alla lettera. L’affidabilità è molto bassa per ora (15-20%).
Un’ipotesi affascinante, ma ancora fragile
È importante sottolinearlo: l’emissione che mostra la nevicata più abbondante è destinata con ogni probabilità a essere stravolta nelle prossime corse. Tuttavia, il suo valore non sta nel dettaglio, bensì nel segnale: la possibilità che il freddo, una volta entrato, possa essere sovrascorso da correnti più miti e umide, creando un mix favorevole alla neve.
In altre parole, la finestra per un episodio nevoso quasi tardivo esiste, ma è stretta e richiede un incastro perfetto, tra cui a livello barico una configurazione del genere, sempre tratta dallo stesso modello su base grafica Meteociel:

Cosa sappiamo
L’irruzione fredda post-San Valentino al nord è certamente possibile (affidabilità 45-55%).
Le termiche in quota al nord potrebbero essere invernali (affidabilità 40%)
La dinamica generale “freddo/richiamo umido” è plausibile. (affidabilità 55%)
Al centro-sud al momento NON si prevedono nevicate in pianura (affidabilità 90%)
Cosa resta oltremodo incerto
- Il timing del ritorno delle correnti sud-occidentali.
- La tenuta del cuscinetto freddo in Valpadana.
- La posizione della depressione responsabile delle eventuali precipitazioni.
- Gli accumuli: al momento non quantificabili con serietà.

