Premessa L’aria fredda che scende da nord-est nel cuore di ottobre, a più riprese, non passa inosservata: porta piogge irregolari al Centro e al Sud, tiene le temperature sotto media, consola (o irrita?) chi teme il riscaldamento globale e imbianca l’Appennino, dalla Romagna alla Calabria. Le Alpi, invece, restano quasi sempre a secco, salvo qualche spruzzata nei settori di confine nord-orientali.
Conseguenze
Il rovescio della medaglia? Un autunno che sembra inverno, con spese anticipate per il riscaldamento: stufette, pompe di calore, legna nei camini, termosifoni accesi in autonomia, ignorando le date canoniche. Un anticipo di stagione che pesa sulle tasche e confonde le abitudini.
Il concetto di normalità autunnale
Ma cosa intendiamo davvero per “normalità autunnale”? Il tempo di oggi lo è, certo, ma lo sono anche le piogge portate dalle perturbazioni atlantiche. Peccato che quelle siano bloccate da un anticiclone mastodontico piazzato sul Regno Unito, che devia il flusso perturbato e lascia l’Italia all’asciutto.
Le riflessioni della gente comune
“Meno male”, dirà qualcuno, “tanto ogni volta che piove ci scappa l’alluvione”. E come dargli torto? Le piogge abbondanti mettono a nudo la fragilità del territorio, specie dove si è costruito senza criterio. Poi si piangono i morti, perché se ti piace la casa sulla collina ma il terreno è instabile, prima o poi tutto crolla. Riscaldamento globale o no.
Sintesi
Dunque, per le piogge autunnali organizzate, bisognerà aspettare novembre? Vediamo prima se l’ondata di freddo verrà confermata e come si muoverà l’anticiclone nei prossimi giorni. Non è la prima volta che l’autunno tarda o si fa rubare la scena dall’inverno. Intanto, è piovuto dove non pioveva da tempo: le estreme regioni meridionali ringraziano.