18:55 4 Agosto 2025

METEO: TEMPORALI mercoledì 6 su 2 regioni, ecco quali

L'instabilità tornerà a manifestarsi intorno a metà settimana, determinando anche fenomeni rilevanti, pur circoscritti regionalmente. Probabili grandinate e violente raffiche di vento. I dettagli.

A storm system moves in to downtown Sturgeon Bay, Door County, Wisconsin. Pictured is the historic Michigan Streel "Steel Bridge"

L’invasione dell’anticiclone africano verrà in qualche modo inibita tra mercoledì 6 e l’alba di giovedì 7 dal passaggio della coda di un fronte freddo sull’arco alpino orientale e di riflesso sul Friuli Venezia Giulia, ma con riflessi indotti dai venti di Bora in rientro sulla Valpadana, che ha influenzato un modello matematico (GFS) che sta proponendo un’evoluzione del tutto improbabile, ma che fa parlare di sé e avrebbe anche una spiegazione scientifica.
Ecco intanto una mappa del modello MOS che evidenzia in maniera coerente e corretta il passaggio della linea di rovesci sul Friuli Venezia Giulia e l’estremo est del Veneto (segnatamente Vittorio Veneto) entro la tarda mattinata di mercoledì 6 agosto:

Le gradazioni di blu segnalano piogge deboli, mentre le zone in verde mostrano fenomeni più intensi, verosimilmente legati a temporali di moderata o forte intensità, come nel Goriziano e nel Triestino. Le aree pedemontane e alpine sembrano più esposte, con temporali orografici probabilmente innescati dall’ingresso di aria fresca in quota, in concomitanza con il passaggio della coda dell’impulso instabile e la persistenza di umidità nei bassi strati. Saltata Lignano Sabbiadoro, più probabile qualche fenomeno su Grado.
La lettura del modello ICON è diversa, perché va a coinvolgere nel passaggio frontale anche l’alto Veneto, segnatamente il Cadore, come vediamo da questa mappa:

I fenomeni si svilupperebbero lungo una verticale compresa tra Bassano del Grappa, Feltre, Belluno su fino alle Dolomiti di Auronzo di Cadore e del Comelico, in movimento poi verso Sappada ma anche su parte del Pordenonese e dell’alto Udinese, poco coinvolte anche in questo caso le coste friulane e le pianure venete.
Questo scenario favorirà una flessione delle temperature anche sul resto del settentrione, a causa dell’inserimento di venti di Bora dietro al passaggio instabile, che dilagheranno entro giovedì mattina sino al Piemonte, stemperando la calura e tenendo lontano il caldo estremo almeno sino a venerdì 8 agosto, guardate questa mappa a 1500m:

Marginalmente anche il medio Adriatico verrà interessato da questo rientro di venti di Grecale gradevole e dunque meno caldo, mentre sul resto del Paese, soprattutto sulla Sardegna, insisterà già l’isoterma dei 20°C a 1500m segnale di caldo opprimente al suolo.
Veniamo però alla famosa e strana “complicanza” della situazione. Il modello GFS non si limita a prevedere un rientro di correnti da est fresco ma bensì anche particolarmente umido. Tutta quell’umidità andrà ad impattare contro tutti i rilievi della fascia prealpina centrale e poi sulle Alpi piemontesi, determinando annuvolamenti che non si limiterebbero a portare brevi piovaschi ma, sempre stando al modello, a determinare fenomeni temporaleschi a carattere sparso tra la Lombardia occidentale e il Piemonte, favoriti dal contemporaneo afflusso di correnti secche da ovest in quota. Una divergenza di venti alle varie quote che, unitamente ad alcuni indici temporaleschi, giudicati rilevanti, darebbero luogo a precipitazioni anche non trascurabili, come si vede da questa mappa prevista appunto per la serata di mercoledì e la notte su giovedì:

Notate bene quanti focolai temporaleschi legga il modello e quanto risulterebbero comunque diffuse le precipitazioni (pur deboli altrove, cioè in azzurro).
Un’ipotesi che ha scarsissime probabilità di realizzazione, per noi non superiori al 10%, mentre più razionale è la lettura del modello ICON che evidenzia il classico effetto “stau”, indotto dall’accumulo di umidità che si avrà lungo la fascia montana a causa dell’insistenza del vento da est, ma con al massimo un po’ di pioggia alla testata delle valli e nulla più distribuita più o meno democraticamente lungo tutto l’arco alpino:

Questa è dunque l’ipotesi più probabile: 65% al momento, anche se già entro la mattinata di giovedì 7 il sereno tornerà su tutto il nord.

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Alessio Grosso