21:53 13 Maggio 2025

Quando arriva il CALDO estivo? Le previsioni meteo per fine maggio sorprendono

Che tempo farà nell'ultima decade di maggio? Ecco tutti i dettagli in un articolo approfondito.

La voglia di sole, mare e temperature che invitino a riscoprire abiti leggeri è palpabile. Con l’avvicinarsi della fine di maggio, cresce l’attesa per l’arrivo della stagione estiva, quella fatta di giornate lunghe, sole pieno e temperature finalmente elevate. Molti si chiedono se l’aria inizierà presto a farsi rovente, se i termometri supereranno agilmente i 30°C, inaugurando la prima vera ondata di caldo intenso, come già accaduto negli ultimi anni.

Ebbene, per chi attende con ansia scenari da piena estate, le proiezioni attuali sembrano voler rimandare l’appuntamento. I principali modelli matematici, almeno fino alla conclusione del mese, dipingono un quadro decisamente diverso, dominato da dinamicità e incertezza atmosferica.

Perché l’estate fatica ad arrivare

L’analisi dell’attuale configurazione atmosferica europea rivela una situazione tutt’altro che estiva. Una vasta area di bassa pressione si posiziona con autorità sul Regno Unito, influenzando una vasta porzione del continente. Contemporaneamente, una saccatura (un’estensione di aria fredda in quota che si incurva verso sud) scende a interessare direttamente il Centro-Nord Italia. L’Anticiclone delle Azzorre (quell’area di alta pressione, tipicamente associata a bel tempo stabile e caldo, che prende il nome dall’arcipelago in cui solitamente staziona) resta defilato sull’Atlantico, quasi come se non riuscisse a imporsi in questo scenario dominato dalle basse pressioni.

Questo assetto barico non favorisce affatto l’avvio della stagione calda e stabile. Al contrario, crea le condizioni ideali per lo sviluppo di fenomeni convettivi intensi, ovvero temporali e persino nubifragi, che avverranno infatti nei prossimi giorni.

Piogge e temporali: un finale di maggio bagnato

Le proiezioni sulle precipitazioni confermano questo quadro, indicando accumuli piovosi significativi nel periodo che si estende indicativamente dalla metà fino alla fine del mese. Questi accumuli sono attesi non solo sulle classiche aree montuose o prealpine del Nord, dove piogge copiose in questa stagione sono più consuete, ma risultano particolarmente marcati sull’estremo Sud Italia. Questa generosità del cielo rappresenta indubbiamente un beneficio per le riserve idriche, allontanando per un po’ lo spettro della siccità, ma al contempo pone un freno deciso all’ascesa delle temperature verso valori tipicamente estivi.

La scansione temporale: tra instabilità e qualche schiarita

Analizzando più nel dettaglio la scansione temporale, la terza decade di maggio si preannuncia complessa e variabile.

Nel periodo compreso tra il 20 e il 24 maggio, l’instabilità (la tendenza dell’atmosfera a generare nubi e precipitazioni a causa di movimenti verticali d’aria) sarà protagonista al Nord, con rovesci e temporali che, pur concentrandosi prevalentemente nelle ore pomeridiane e serali, potranno interessare occasionalmente anche le aree pianeggianti. Il Centro-Italia vedrà anch’esso condizioni di variabilità, con fenomeni temporaleschi potenzialmente più insistenti, in particolare sulle regioni tirreniche e adriatiche centrali (Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo). Anche al Sud non mancheranno momenti di incertezza; pur con qualche finestra di tempo più asciutto, la possibilità di temporali improvvisi, specie nelle zone interne o a ridosso dei rilievi, rimarrà elevata. In nessuna di queste fasi si prevedono temperature che possano definirsi pienamente estive.

La tendenza per la settimana finale del mese (25-31 maggio) non muta radicalmente lo scenario. Il Nord rimarrà esposto a residua instabilità, soprattutto sui settori alpini e prealpini, pur in un contesto generale di maggiore variabilità che alternerà schiarite a passaggi nuvolosi. Al Centro, le aree interne continueranno a essere teatro di possibili temporali pomeridiani, mentre le coste potrebbero godere di maggiori intervalli soleggiati. Sul Sud si potrebbe assistere a un tentativo, per quanto timido, di affermarsi di condizioni più stabili e soleggiate, ma l’atmosfera non sarà ancora del tutto “ripulita” dall’instabilità: rovesci e temporali locali, seppur meno diffusi, saranno ancora possibili, specialmente nelle zone interne e montuose. E, cosa cruciale, per il momento nessuna importante ondata di caldo africano è al momento prevista per concludere maggio, poichè nessun modello la indica.

Il getto polare: un attore invisibile ma potente

Perché questa ostinata resistenza del maltempo e il ritardo dell’estate? Una chiave di lettura ce la fornisce la posizione e l’andamento del Getto Polare (o Jet Stream, un potente fiume d’aria che scorre ad alta quota, a circa 9-12 km di altitudine, da ovest verso est, separando le masse d’aria fredda a nord da quelle più calde a sud). In questo periodo, il Getto Polare non segue un percorso lineare e più settentrionale, come accade tipicamente in piena estate. Al contrario, presenta ondulazioni pronunciate che permettono alle masse d’aria fredda di scendere a latitudini più basse, alimentando le saccature e mantenendo attiva la circolazione depressionaria sull’Europa. Questa configurazione blocca di fatto l’espansione verso nord dell’anticiclone subtropicale africano e impedisce all’Anticiclone delle Azzorre di elevarsi stabilmente verso il Mediterraneo, condannando l’Italia a un regime di variabilità e temperature al di sotto della media per il periodo.

L’incertezza dei modelli: scenari ottimistici in minoranza

Certo, nel complesso panorama delle proiezioni modellistiche, esistono anche scenari più ottimistici, che suggerirebbero una rimonta (l’espansione verso nord) più decisa dell’alta pressione. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che, al momento, questi scenari rappresentano una netta minoranza all’interno dell’ensemble dei modelli (un insieme di simulazioni leggermente diverse tra loro, utilizzate per valutare l’affidabilità di una previsione). Meno del 35% delle simulazioni attuali supporta un cambio di passo significativo e un rapido avvio dell’estate. Pertanto, l’ipotesi di un maggio che si concluda con un’accelerazione improvvisa verso il caldo estivo rimane altamente improbabile sulla base dei dati disponibili.