La BEFANA porterà il grande FREDDO in Europa: ecco cosa potrebbe accadere
Segni di grande irrequietezza nei movimenti del vortice polare, che non risulterà compatto, favorendo con buona probabilità affondi di aria gelida sin nel cuore dell'Europa, forse anche sull'Italia: ecco la tendenza più probabile e quella meno probabile.

L’anticiclone è sempre un grande protagonista sul palcoscenico dei cieli d’Europa ma in questo gennaio 2025 che si approssima potrebbe avere una spalla degna del suo nome: quella del vortice polare, che comincia a dare segnali di grande nervosismo.
La compattezza degli ultimi anni sembra improvvisamente destinata a venire meno e questo potrebbe determinare la massiccia e ripetuta discesa di masse d’aria fredda (o gelida) in discesa dal nord Europa verso il Mediterraneo o i Balcani dall’Epifania in poi.
Guardate giusto un paio di mappe per comprendere in che “razza di caos” meteo potremmo trovarci entrando nel mese di gennaio:

La mappa qui sopra mostra una serie di depressioni convergere da nord-ovest verso sud est sull’Italia e dar luogo a maltempo reiterato con neve a quote basse, segnatamente al nord, dove potrebbe cadere persino in pianura.
La seconda mappa invece addirittura un anticiclone alla deriva verso nord con un’interazione tra masse fredde in rientro da nord-est e depressioni in arrivo dall’Atlantico, altro cocktail per dar luogo a maltempo invernale sull’Italia con freddo e neve a quote basse su molte regioni:

La conferma ci arriverebbe anche dalla stima della copertura nevosa prevista tra il 4 e il 13 gennaio sul Continente, laddove si nota, oltre alla neve presente sul centro Europa e la Francia, anche quella non trascurabile su diverse aree del nord Italia e su parte del medio Adriatico:

A riportarci alla razionalità ci pensa questa mappa, che invece vede certamente il tentativo dell’aria gelida di scendere verso sud, ma con il solito zampino dell’anticiclone a deviare tutto verso i Balcani, un grande classico degli ultimi 10 anni, ma presente molto spesso anche dagli anni ’90 in poi:

La cosa che sorprende però è che diverse emissioni scommettono su uno sfondamento più centrale dell’aria fredda o comunque su un anticiclone meno performante del solito e dunque su maggiori possibilità di assistere ad inserimenti depressionari anche sul nostro Paese.
RIASSUMENDO
Tempo molto dinamico dal Capodanno in poi con guasto del 2-4 gennaio abbastanza probabile (55%), poi altri peggioramenti non esclusi (35%), anche sottoforma di venti gelidi da nord o nord-est con implicazioni depressionarie per il centro-sud o comunque per il versante adriatico (35%), ma NON escluse nemmeno al nord e sul Tirreno (25%), scarsamente probabile invece ad oggi una nuova lunga fase anticiclonica, cioè con tempo stabile, statico, soleggiato, mite e nebbioso in Pianura Padana (20%). Questo ad oggi proprio non si vede.
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