19:26 26 Dicembre 2024

MALTEMPO: tornerà da Capodanno, i dettagli

Il maltempo potrebbe tornare in azione da Capodanno in poi, con un picco tra il 2 e il 3 gennaio. A seguire situazione ancora soggetta a notevoli mutamenti.

Il graduale cedimento dell’anticiclone avverrà con l’inizio del 2025. Correnti umide da sud-ovest porteranno nuvolaglia e le prime precipitazioni (piovaschi o pioviggini) su Liguria, alta Toscana e Lombardia occidentale proprio nella giornata di Capodanno.
Saranno i prodromi di un peggioramento più importante che interverrà da giovedì 2 gennaio e che coinvolgerà gran parte del nord e il versante tirrenico con precipitazioni vieppiù diffuse e di tipo anche nevoso in quota oltre gli 800-1.000m sulle Alpi, ma con quote neve ancora da definire con maggiore precisione.
Ecco il quadro barico previsto per le 13 di giovedì 2 gennaio 2025:


Il maltempo con neve sulle Alpi oltre i 1.000-1.200m e oltre i 1.500-1.800m sull’Appennino settentrionale e centrale insisterebbe anche venerdì 3 gennaio, coinvolgendo le medesime regioni, ma soprattutto il nord-est, mentre per sabato 4 la rotazione delle correnti dai quadranti nord-occidentali porterebbe instabilità lungo l’Adriatico e al sud, mentre altrove il tempo migliorerebbe, pur in un contesto ventilato e piuttosto freddo.
Qui sotto vediamo la distribuzione della pressione per sabato 4 gennaio, dopo il passaggio frontale:

Ecco invece la mappa con la sommatoria delle precipitazioni previste sino al primo pomeriggio di venerdì 3 gennaio, notate i maggiori accumuli previsti sull’arco alpino centro-orientale e sull’Appennino ligure di Levante ed emiliano:

Ed ecco anche la distribuzione delle nevicate previste sull’arco alpino e sull’Appennino tra il 2 e il 3 gennaio. Si prevedono solo 10cm oltre i 1200m su ovest Alpi, mentre si andrebbe anche oltre i 15-20cm su centro-est Alpi alla stessa quota, con picchi di 30cm, accumuli inferiori sotto i 1000m, nulli o quasi nulli sotto gli 800m.

L’attendibilità di questa previsione è del 55%, dunque più che discreta considerando la lontananza del periodo.
C’è convergenza modellistica su questo guasto, così come sul possibile PARZIALE effetto protettivo dell’alta pressione nei giorni successivi, a causa di una velocità ancora elevata delle correnti zonali (da ovest) che potrebbero impedire nuovi peggioramenti diffusi.
La corrente da nord che andrebbe ad instaurarsi a tratti potrebbe invece favorire ondate di freddo lungo il versante adriatico, tutte da verificare però.
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