00:00 15 Novembre 2000

L’estate di S. Martino e l’invasione dei ranocchi

Temperature "estive", cielo autunnale, e malinconico grigiore, preludono all'ormai prossimo incontro con Messer Inverno

Forse sono proprio loro, i ranocchi, gli unici a godersi questa inusuale versione dell’estate di S. Martino; a dire la verità, non proprio tutti questi simpatici animaletti ricorderanno con piacere questo periodo, soprattutto quelli che presi dall’euforia si sono spinti a colonizzare l’umido e tiepido asfalto delle provinciali che tagliano in tutte le direzioni la Valdichiana: una vera e propria invasione, una vera e propria strage.

Tutto è cominciato domenica scorsa con lo smantellamento velocissimo del precario anticiclone che aveva trasformato la nostra valle in un modello in scala della più nota Val Padana; la nebbia che per 72 ore aveva cancellato forme e colori, veniva spazzata via da un deciso scirocco e la pressione crollava dai 1001.2 mb misurati all’alba, ai 984.8 del tramonto.

In rapida successione il cielo si copriva di strati con base a circa 800 mt asl, guarniti da sempre più frequenti cumuli-nembi affogati che, appena raggiunto il versante occidentale dell’appennino, scaricavano tutto il loro umido contenuto.
Nel frattempo la temperatura balzava su valori davvero inconsueti (circa 23° C il 13 novembre scorso) e si appiattiva contemporaneamente l’escursione termica giornaliera: insomma un fronte caldo in piena regola con un cielo ed un’aria che da soli sono capaci di spiegare quella strana malinconia che gli inglesi chiamano November Blues.

Finirà naturalmente, e probabilmente sarà una robusta tramontana a rimettere le cose e le temperature al loro posto, tireremo fuori definitivamente dall’armadio le giacche a vento e .la raccolta delle olive potrà cominciare.
Penserà la bruschetta novembrina, aromatizzata con aglio fresco, a scacciare le streghe ed il November Blues.
Autore : Luciano Giannini