10:57 14 Agosto 2026

Siccità: situazione sempre più grave

Siccità molto pesante nel nord Italia.

Su alcune regioni italiane non piove seriamente da più di 3 o addirittura 4 mesi. Non bastano certo i pochi temporali a macchia di leopardo che si stanno registrando in questi giorni a rimettere in sesto la situazione.
La siccità dell’estate 2026 in Italia si presenta come una delle più significative degli ultimi anni, con segnali chiari e convergenti provenienti da diverse fonti istituzionali e scientifiche. Il quadro generale mostra un Paese sotto forte pressione idrica, con impatti evidenti su agricoltura, ecosistemi, disponibilità d’acqua e rischio incendi.
Secondo le analisi Coldiretti basate sulle mappe Copernicus, oltre il 65% dell’Italia è interessato da condizioni di siccità che vanno da lieve a grave. Il caldo record e la scarsità di piogge hanno messo in crisi tutte le principali filiere agricole, con danni estesi dal Nord al Sud.
Le colture più colpite sono mais, riso, soia, pascoli, ortaggi, uva, olive e frutta, mentre nelle stalle la produzione di latte è calata del 20% a causa dello stress termico. Il Nord è l’area più in difficoltà.
In Piemonte, le riserve idriche sono inferiori del 30% rispetto alla norma. Nel bacino del Po, la severità idrica ha raggiunto il livello ALTO, il massimo previsto da ISPRA.
Le aree risicole lombarde registrano un dimezzamento della disponibilità d’acqua, con perdite fino al 70% per alcune colture.
A complicare il quadro c’è anche la risalita del cuneo salino, che minaccia le zone agricole costiere, e un ricorso crescente all’irrigazione che aumenta i costi per le aziende.
Il report FINAPP evidenzia un dato particolarmente critico:
–61% di acqua immagazzinata nella neve alpina rispetto a una stagione normale.
Terreni del Nord già al 30% in meno di umidità rispetto al 2025.
Una perdita del 12% di idratazione profonda a livello nazionale dall’inizio dell’anno.

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