Isola di calore urbana: differenze anche di 4°C con la campagna

Risulta sempre più grave l’impatto dell’isola di calore sul microclima, nonostante l’innesto di nuovi alberi in molte città e la conversione in aree verdi di qualche area cementata. Le costruzioni aumentano sempre di più, la città si allarga, l’asfalto invade nuovi spazi e la differenza di temperatura tra aree residenziali suburbane, campagna e centro cittadino diventa sempre più marcata in ogni stagione, toccando anche i 3/4°C, salvo nelle fasi di maltempo generalizzato, in cui la ventilazione e le precipitazioni tendono a ridurla anche solo sino ad 1°C.
Giusto a titolo di esempio in una notte serena di ottobre, se nelle prime aree verdi periferiche o nella campagna circostante all’alba si misurano 12°C e sono presenti i primi banchi di nebbia bassa, basta muoversi in auto verso il centro cittadino per trovare valori di 15/16°C senza alcun accenno di nebbia e con umidità nettamente più bassa.
In piena estate durante una fase calda, se in campagna alle ore 20 si registrano 30°C, in città si toccheranno ancora i 33-34°C. Naturalmente stiamo parlando di grandi aree urbane, nelle piccole città questa differenza può ridursi fino ad una forbice di 2°C.
Durante una nevicata, la differenza tra centro cittadino e campagna può essere invece solamente di 1°C o perfino meno localmente, grazie al rimescolamento dell’aria e alla turbolenza in atto.

